IN CHAT ……LELIO CUSIMANO, GIOVANNI PEPI, NINO SUNSERI

PEPI Siamo a un record di posti di lavoro. Ancora dati positivi dopo quelli sul Pil. Insomma : l’Italia va. O meglio : c’è una Italia che va. Ma non se ne vede traccia nelle polemiche elettorali. O meglio: non se ne parla nel modo giusto….

SUNSERI: E quale sarebbe il modo giusto ?

PEPI Quello di dire che si è a una ripresa evidente e solida. Trovo efficace la sintesi che Federico Fubini traccia proprio oggi su il Corriere della Sera. Occupati al massimo da 40 anni,  Il ritmo di crescita più rapido del decennio, la Borsa che vola del 19 per cento in 12 mesi, export che aumenta più che in Francia o in Germania. Vogliamo partire da qui… ?

SUNSERI Ma proprio Fubini dice che non ci sono solo luci

PEPI Certo. Cresciamo di meno rispetto ai grandi di Europa e da noi, le incertezze e le contraddizioni sono di più’. Parliamo allora della ripresa e delle contraddizioni

CUSIMANO: Sulle contraddizioni mi soffermerei eccome, rischiamo di raccontare  un altro paese…

PEPI Precisa..

CUSIMANO Il Sud e la Sicilia intanto. La recessione passa, il dualismo territoriale resta. Anzi, direi ci sono tre Italie.

SUNSERI Addirittura?

CUSIMANO C’è il centro nord, poi il mezzogiorno, infine la Sicilia che si allontana sempre più anche dalle altre regioni meridionali. Secondo Istat, a novembre scorso, nella media del Paese risultavano occupati 56 abitanti su cento, in Sicilia ci siamo fermati a 33. Una differenza di 23 punti; non è cosa sopportabile. Ed è sempre più evidente la nostra emarginazione dal mondo.

SUNSERI: in che senso ?

CUSIMANO Un esempio. Si parla spesso dei siciliani laureati che si trasferiscono in altre regioni o all’estero. Ma si parla pochissimo di un fatto. Le università italiane, tutte insieme, hanno circa 80 mila studenti stranieri iscritti. Le università siciliane, tutte insieme, non arrivano a 500 stranieri iscritti. Se questo è il metro di giudizio.

SUNSERI Ma le contradizioni riguardano anche l’Italia e la sua Industria. Non cresce tutta e non tutta allo stesso modo. Anche il nostro apparato produttivo diviso in due. C’è l’industria che esporta ( le famose multinazionali tascabili) che si è ristrutturata ed è nel novero  delle eccellenze mondiali. Quelle invece di respiro solo locale che soffrono molto. Sono tante e alla fine si finisce solo per parlare delle loro disgrazie….

PEPI Ma qui si è al punto cruciale. Come superare e migliorare ? La campagna elettorale non muove nel verso giusto. Da un lato i partiti di  governo  comunicano male i buoni risultati e sono reticenti sul come rimediare agli errori del percorso. Dall’altro  i due poli di opposizione raccontano la catastrofe mentre c’è la ripresa.

SUNSERI Mi pare che a Giovanni le cose del governo siano piaciute troppo

PEPI E sia. Ma un punto é chiaro. Da Monti a Renzi , con contraddizioni, annaspamenti , svarioni , errori anche tragici ( gli esodati ) ed altro, abbiamo compresso la spesa pubblica (legge Fornero), reso più flessibile il lavoro ( job act) , spinto i consumi  (80 euro) . Con queste cose si è cresciuti. Cresceremmo di più abolendo tutto, come sento dire ? Scrive Sebastiano Messina su Repubblica che si afferma una nuova corrente di pensiero: l’abolizionismo. Ma qui, abolendo ora questo ora quello , finiremo per abolire pure la ripresa. Si capisce o no ?

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