L’OSPITE ….GIORGIO TRIZZINO

  della commissione affari sociali della Camera 

La notizia è di ieri.  La Regione Veneto autorizza l’assunzione di medici pensionati per far fronte ad una emergenza che i sindacati di categoria denunciano grave e destinata a diventare cronica. Come stanno le cose in Sicilia ? Lo abbiamo chiesto a Giorgio Trizzino , medico,  parlamentare del  M5S. Ecco il suo articolo

Caro Giovanni la situazione attuale è quella di un Paese nel quale la programmazione dei fabbisogni formativi per i medici, per problemi legati ad equilibri di bilancio del Miur e delle Regioni,….

è, ed è stata negli anni, carente, soprattutto per alcune discipline, nonchè per i Medici di Medicina Generale. Tuttavia la Legge Finanziaria 2019 ha iniziato un percorso inverso, aumentando il fondo per la formazione degli specializzandi medici: da + 18,8% (+22,5 milioni) nel 2019 fino a + 71,4% (+100 milioni) nel 2023 ed attivando ulteriori borse di studio per i medici di medicina generale con un finanziamento ulteriore di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2019. Ma la strada del riequilibrio è ancora lunga e per moltissime discipline è difficilissimo reperire professionisti, con ulteriore aggravio di lavoro per gli organici in forza nelle strutture sanitarie (si pensi all’area dell’emergenza, dove comunque, anche con risorse limitate, occorre garantire la presenza medica, perché il nostro è un paese ospedalocentrico che fa un grandissimo ricorso ai ps) o con allungamento delle liste di attesa (si pensi agli anestesisti, necessari a garantire l’apertura delle sale operatorie).

Per la Sicilia la situazione alla fine del 2018 evidenziava che a fronte di un numero di medici necessario per la copertura dei servizi di emergenza e accettazione ospedalieri ( Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza) pari a 836 unità, sono invece presenti soltanto 617 unità di cui 506 a tempo indeterminato e 111 a tempo determinato. Quindi i posti vacanti sono 219. Risulta inoltre una carenza di pediatri e di specialisti per singole discipline con una prevalenza per quelle chirurgiche. A questa grave situazione si aggiunge che quota 100 favorirà l’uscita di molti medici dal lavoro e che il blocco del contratto da 10 anni rende poco attrattivo oggi il lavoro nel Sistema Sanitario Nazionale. Tuttavia uno spiraglio si è aperto in questi giorni con una norma discussa in sede di Ministero della Salute e che ha avuto l’accordo della Conferenza delle Regioni. Si tratta di questo: a decorrere gia’ dall’anno in corso, sarà consentito alle Regioni di incrementare la spesa per il personale annualmente a livello regionale di un importo pari al 5×100 dell’incremento del Fondo sanitario regionale rispetto all’esercizio precedente. La norma riguardera’ sia le Regioni che sono all’interno del tetto del 2004, sia le altre Regioni purche’ in equilibrio di bilancio. Questa decisione dimostra che il tema del personale sanitario e’ in assoluto la priorita’ dei prossimi mesi.

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