IL SUD CRESCE, LA SICILIA VA PEGGIO. SVIMEZ PARLA, LA POLITICA ASCOLTA?

di GIOVANNI PEPI 

pubblicavamo il 30 Luglio 2017. Ora le cose non stanno più così , nel senso che ci sono meno ragioni di ottimismo sul Sud. Ma rimane una costante per noi . La Sicilia è sempre indietro non solo rispetto al paese  ma a tutto il mezzogiorno..)

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Lo Svimez parla. La Sicilia sente? Le parole sono chiare. Non si è nel baratro. Nel Sud si sente il soffio di un tempo nuovo. Industria e servizi si risvegliano, Turismo e agricoltura lanciano buoni segnali. Anche in Sicilia? Sì, anche …

in Sicilia. Ma noi andiamo peggio degli altri. Questo il punto. Intanto, nel sud , la spinta del vento rallenta ed il divario si allarga: nel 2016 il mezzogiorno cresceva più del Centro Nord, adesso il rapporto di nuovo si inverte. Poi le regioni del Sud hanno ritmi diversi nella corsa. La Campania ha quelli migliori, la Sardegna torna in positivo dopo tre anni. Frenano, invece, Puglia e Sicilia. La Sicilia va peggio che altrove, siamo noi il Sud del Sud. Vengono un poco i brividi. 

Vediamo però,  che la Politica tace. E’ sui suoi giochi, schieramenti, candidature, ricerca di alleanze. Dimentica le cose dell’economia . Si elude così un nodo sempre più cruciale, sul quale, invece, riflettono giuristi ed economisti. Perchè una Regione, che ha poteri speciali, non va meglio di quante di quei poteri sono prive? Se questo accade bisogna pensare o no a riforme per rimuovere arnesi istituzionali inutili (se non dannosi…)? E se no, come esercitare quei poteri meglio, per ottenere accelerazioni sempre più necessarie. Siamo l’isola dove perdiamo 45.000 posti in un anno, il turismo cresce “con il freno a mano”, i giovani scelgono in massa l’emigrazione, la Regione si crogiola in vecchi vizi di spesa, la fiducia nei partiti secondo Demopolis crolla, e ci si allontana sempre più dalle istituzioni al punto da ignorare (7 su 10, secondo Demopolis) il senso e la funzione dell’Autonomia Speciale . Sono buone domande. Ma arrivano cattive risposte.

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