A PALERMO LA BELLEZZA RESTA VELATA E I FIGLI EREDITANO I RIFIUTI DEI  PADRI

DETTO TRA NOI  di LELIO CUSIMANO e PASQUALE HAMEL

 ( Cittadini   guerra sui rifiuti contro chi getta immondizie per strada . Questa foto scatta a Bagheria)

I RIFIUTI DEI PADRI IN DOTE AI FIGLI ….di LELIO CUSIMANO

La bella foto di Giovanni Pepi, quella barca porta rifiuti sul litorale sud di Palermo ( qui..) sembra declassare il danno ambientale a piccolo inconveniente; ma è un’illusione. In Campania si raccolgono 437 chili l’anno di rifiuti per abitante e se ne mandano in discarica appena 37 chili l’anno; in Sicilia la raccolta è di 460 chili e lo smaltimento in discarica è di 388 chili. In Campania, c’è uno dei rarissimi termovalorizzatori esistenti al sud; sono impianti nei quali i rifiuti non riciclabili sono utilizzati per produrre elettricità, con meno impatto ambientale delle discariche.

Per cogliere gli effetti della situazione siciliana, basta considerare che tutto quello che va in discarica resta interrato nel sottosuolo a futura memoria. Insomma, oggi abbiamo strade sporche, domani un’eredità per i nostri figli. Nell’Oceano Pacifico è stata scoperta una gigantesca isola galleggiante, fatta di plastica finita in mare; si stima che sia estesa 10 milioni di chilometri quadrati (più degli Stati Uniti!) e abbia uno spessore superiore ai dieci metri; gli studiosi la chiamano Pacific Trash Vortex, perché generata da una corrente oceanica circolare. Che vogliamo fare? Un “Palermo trash vortex”? Ci arriveremo presto continuando cosi.

AGGIUNGEREI CHE …..

A PALERMO LA BELLEZZA RESTA VELATA…di PASQUALE HAMEL

“Palermo è bella, facciamola più bella”, fu questo lo slogan con cui Salvo Lima, e il nuovo gruppo dirigente della DC siciliana, si apprestava alla conquista del potere cittadino. Ed in effetti – al di là dello slogan che fu smentito dai fatti – Palermo era, come lo potrebbe essere oggi, bella, anzi bellissima. Ma, per i ricordi che ho, la bellezza della città era allora anche effetto di un maggiore senso civico, di una maggiore educazione rispetto a quella che oggi, in un tempo in cui molte cose dovrebbero essere mutate in meglio, possiamo riscontrare. Non mi meraviglia più di tanto, dunque,  quanto giustamente denuncia Giovanni Pepi nel nostro blog  ( qui.  ) ; in questi ultimi anni la inciviltà è diventata un comportamento corrente che trova sponda nella poca attenzione di quanti dovrebbero, per mandato elettorale o per professione,  far rispettare le regole e, nel contempo, svolgere quell’attività pedagogica che compete alle amministrazioni pubbliche ( qui..) Eppure, da questo circolo vizioso, nel quale si diluiscono le responsabilità fino a farle scomparire,  non credo che non si possa uscire. Basterebbe che la nostra attenzione, la denuncia di quei comportamenti poco virtuosi che sono propri di molti nostri concittadini cominciando, ad esempio, dal far capire ai tanti amanti degli animali, ed io sono fra essi, che le “cacche” vanno raccolte e non lasciate a decorare schifosamente quei marciapiedi che sarebbe, più corretto definire, sentieri impervi forieri di rovinose cadute. Questa riflessione mi suggerisce quanto diventi  contraddittoria la nostra città italiana della cultura se poi, un po’ per colpa dell’assenza di senso civico della gente, un po’ per disinteresse, o incapacità ?, degli amministratori, la  bellezza continua ad essere velata dall’ordinaria bruttezza.

Sono un giornalista totale che scrive, parla e fotografa. Una passione: la bici da corsa. Un sogno: riuscire a far capire anche quello che non capisco.

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