di GIORGIO TRIZZINO

Voglio soffermarmi su un episodio gravissimo  che merita attenzione. Si tratta della decisione della Sudtiroler Freiheit, il partito separatista che richiede il distacco dell’Alto Adige dall’Italia e il suo ricongiungimento all’Austria, di affiggere a Bolzano e provincia alcuni cartelloni alle fermate dei bus e di fronte agli ospedali.

 Giorgio Trizzino, deputato del Movimento 5 Stelle

In questi tristi manifesti viene raffigurata l’immagine di un cadavere steso sul lettino dell’obitorio con un bigliettino attaccato ad uno degli alluci con su scritto: «Il medico non sapeva il tedesco».No cari amici, non siamo nella Germania nazista degli anni di regime,  siamo in Alto Adige dove da qualche giorno circolano questi vergognosi manifesti, che ci riportano indietro di 70 anni  ed aprono scenari pericolosi e poco edificanti. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri ha inviato tempestivamente  una segnalazione alla Procura della Repubblica e attraverso le parole del suo presidente, Filippo Anelli, cui mi associo, ha voluto con decisione dire la sua. Quel manifesto, infatti, giusto per riprendere le parole del presidente Anelli, fa passare un messaggio pessimo, allarmistico per i cittadini, offensivo per i medici e, soprattutto, lesivo per il rapporto di fiducia che deve essere strutturato alla base della relazione di cura. Questi manifesti andrebbero tolti e subito! Ritengo che serva riflettere con serietà sul fatto che quanto avvenuto ha  un contenuto fortemente disinformativo e che in questo modo si cede ad un rilevante e ingiustificato allarme sociale che lede gravemente l’immagine dei medici in generale e, in particolare, di quelli che operano all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Spero dunque che le autorità intervengano e che tutti i medici si dissocino fortemente dall’accaduto. Ero abituato alle dozzinali uscite di questo pseudo partito politico ed in effetti qualche tempo fa ricordo di una condanna cui sono stati sottoposti per vilipendio alla bandiera. Il tutto per un manifesto che raffigurava una scopa che spazzava via il tricolore lasciando il bianco ed il rosso del vessillo tirolese. Oggi, però, con questo manifesto credo che abbiano superato il limite della decenza, incitando all’odio razziale e rivendicando un’appartenenza linguistica che potrebbe scatenare una gravissima deriva sociale e culturale, tale da violare anche un principio fondamentale dell’Unione Europea ossia il divieto di discriminazione in base alla nazionalità ed in ordine all’appartenenza linguistica. Nella sua ultima uscita Eva Klotz dice di voler interpellare la Corte di Strasburgo ma purtroppo è evidente che non ha bene idea dei principi fondanti il diritto dell’Unione Europea. Tutti noi medici ma anche i singoli cittadini italiani dovremmo formalmente prendere le distanze da tali atti e considerare seriamente di isolare politicamente un personaggio così fuori luogo e antidemocratico. E’ il momento di fare la voce grossa contro ogni discriminazione, sia questa razziale o semplicemente linguistica e nello stesso tempo trovare un momento per omaggiare i tanti medici che ogni giorno si mettono a disposizione dei malati e rendono la nostra vita più sicura e protetta, ma che talvolta sono costretti a subire violenza, sia fisica o semplicemente discriminatoria come in questo caso.

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