di PASQUALE HAMEL

Ciao Giovanni. Ho letto il tuo articolo sulla “non semplice semplificazione”.Io dico che , più in dettaglio si va più si rischia di sbagliare. E’ questo un monito antico ma sempre valido per chi si occupa di decretazione, ma è un monito che sembra non avere ascolto nell’attuale governo guidato da un giurista che, per mestiere, di questi pericoli dovrebbe essere esperiente. Infatti dentro il dettaglio i burocrati trovano terreno di coltura per i loro bizantinismi quasi sempre dettati o dalla scelta di allontanare le responsabilità personali o interessi più o meno personali fra i quali non piccola parte hanno fatti di corruzione. Che il carico burocratico costituisca un forte ostacolo all’azione amministrativa è, come l’ho più volte evidenziato, storia vecchia, tutti ne hanno parlato, in tanti lo hanno denunciato, e i tanti hanno avanzato proposte più o meno concrete per porvi rimedio. 

Resta il fatto, però, che i buoni propositi sono rimasti sulla carta e la conseguenza è che montagne di risorse disponibili per avviare opere necessarie alla comunità che, come ricaduta, potrebbero dare risposte alla inquietante domanda occupazionale che è presente nel Paese e nella nostra isola in particolare, restano congelate con il rischio di divenire col tempo insufficienti agli obiettivi da centrare. Il Presidente Musumeci, giustamente, denuncia questo stato di cose nella nostra Regione, che vede ad esempio lo scandalo del viadotto sull’Himera, da anni bloccato, mentre a tempo record a Genova si realizza il viadotto Morandi. Ma bisogna ricordare al Presidente che alla denuncia devono seguire i fatti. E i fatti sono segnati da iniziative che mettano con le spalle al muro coloro che remano contro magari usando il pugno di ferro senza timore che qualche avviso di garanzia di qualche solerte operatore della giustizia, arrivi sul proprio tavolo