di GAETANO DE BERNARDIS 

“Attraverso amicizie numerose e di vario genere, fa’ in modo di assicurarti tutte le centurie. Per prima cosa, è evidente, devi dedicarti ai senatori e ai cavalieri romani e, per quanto riguarda gli altri ordini, agli uomini attivi e influenti (…)SWZ   Quelli che potrai raggiungere personalmente o attraverso amici comuni, àpplicati con grande diligenza perché diventino tuoi sostenitori: cercali, manda dei messi, mostra palesemente quanto giudichi importante ottenere il loro favore”.                                                                         

                                                    Q. Cicerone Commentariolum petitionis VIII, 29VGT

Fra il 65 a.C. e il 64 a.C. Quinto Cicerone, fratello del più famoso Marco Tullio Cicerone, che si stava per candidare a console, compose questo volumetto  costituito da precetti utili in vista della campagna elettorale che attendeva il fratello. Nel passo citato Q. Cicerone sottolinea  per il fratello la necessità di trovarsi degli elettori in ogni parte  del tessuto sociale e di consolidare quelle amicizie acquisite tramite amici comuni. E, a ben guardare, l’esaltazione di una candidatura basata sull’interclassismo, non legata ad interessi o a simpatie di parte, ma spendibile  nei più diversi ambiti sociali. E’ facile comprendere che un comportamento di tal genere, orientato ad accontentare i ceti più disparati della società, può anche  essere  frutto  di ipocrisia e di simulazione, soprattutto se poi dietro le parole della campagna elettorale c’è, invece, un programma ben definito che finisce per soddisfare alcuni e scontentare altri. Insomma il vizietto di accontentare tutti in campagna elettorale sembra essere un male antico , da cui il nostro ceto politico non è riuscito quasi mai (ed ora meno che mai!) a liberarsi.  Tutti vogliono accontentare tutti. Ma  è mai possibile?  Se, per esempio, una forza politica in passato ha fatto una scelta di campo ben precisa, sposando (cito a caso) le ragioni delle popolazioni del Nord e denigrando quelle meridionali,  è mai possibile  ritenere che adesso voglia impegnarsi per migliorare le condizioni di estrema difficoltà e  di disagio in cui versano queste ultime? Di conversioni lungo la via di Damasco ne conosciamo soltanto una! Oppure è credibile mettere insieme nello stesso programma un cospicuo aumento pensionistico , l’elargizione del cosiddetto Reddito di Cittadinanza per i giovani e magari un sostegno alle famiglie che si impegnano a mettere al mondo dei figli,  com’è facile desumere, analizzando i punti programmatici di alcune forze politiche impegnate in questi giorni in una “fiacca” campagna elettorale

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