Musumeci   Armao

 

IN CHAT….. LELIO CUSIMANO, GIOVANNI PEPI, NINO SUNSERI

SUNSERI Ciao Lelio, i numeri della Regione, leggendo il tuo articolo sui dati forniti dall’assessore Armao, mettono i brividi  ( QUI ) Ma sono numeri che non offrono novità. Tutto noto. Liquidiamo il patrimonio immobiliare?  Soluzione quasi impossibile viste le resistenze. Mi sembrano chiacchiere e tabacchiere di legno

CUSIMANO E’ vero. Una cosa pero’ potrebbe avere significato: società partecipate ed enti a controllo regionale hanno più di diecimila dipendenti e manca un bilancio consolidato

SUNSERI E che fanno? Liquidano ?

CUSIMANO L’affermazione di passare da una gestione pubblicistica ad una d’impresa potrebbe significare molto. Anche niente, ovviamente. Vedremo..

PEPI Direi a Nino che ormai deve diventare possibile l’impossibile. Liquidare non si può, lui dice, non perchè non lo voglia, ma perchè lo considera contro l’andazzo che molti accettano. Ma , come fa notare Lelio, siamo a 350 milioni di debito, un “milione al giorno”. Dinanzi ad un profondo così rosso, non si può pensare a misure in bianco .

SUNSERI Giovanni senza uno choc in Sicilia, comparabile a quello dell’Italia nel ’92 o nel 2011 , non cambia niente. Le privatizzazioni di cui si parlava da anni sono partite dopo la grande paura del 92. La riforma delle pensioni nel 2011 , quando eravamo a un passo dal fallimento. In questa legislatura il debito è salito ancora di oltre 200 miliardi. Con l ‘arrivo dell’euro abbiamo risparmiato 800 miliardi di minori interessi. Vuoi altro ? Una domanda: utilizzando bene gli 800 miliardi di minori interessi aggiustavamo tutti i conti. Dove sono finiti questi risparmi?

CUSIMANO : In spesa corrente probabilmente

SUNSERI Appunto

PEPI : Se guardiamo nel passato, troviamo tutte la ragioni per vedere nero. Ma siamo con una giunta nuova. Parliamo dei suoi programmi. No ?

SUNSERI : Ma vi accennava già Lelio

PEPI Lelio scriveva a caldo, a conferenza stampa ancora in corso. Credo ora si possa aggiungere qualcosa. Leggo la sintesi su Il Giornale di Sicilia. Musumeci vuol bloccare i tagli programmati dell’Irpef, gli aumenti contrattuali da 85 euro per i 16.000 dipendenti.Con una dichiarazione senza ombre. Non facciamoci illusioni, dice, bisogna ridurre la spesa. Partiamo da qui

CUSIMANO Da qui devono partir loro. Io non vedo ancora segnali.

PEPI Anzi ne abbiamo cattivi. Per esempio il crollo del tetto dei 240.000 euro per le alte retribuzioni del personale dell’Ars.

CUSIMANO Non crolla in Sicilia ma a Roma. Le retribuzioni in Sicilia sono ancorate al Senato. Per correttezza di cronaca bisogna dire che non è una scelta siciliana..

PEPI Giusto. E il neo presidente dell’Ars,  Gianfranco Miccichè , si dice pronto a superare quella parificazione. Aggiunge che però bisogna considerare merito e qualità del lavoro. Bene, può essere qui la chiave di una riforma forte..

SUNSERI In che senso ?

PEPI Ancorare le retribuzioni a parametri di produttività ed efficenza accertati nel quadro di vincoli trasparenti e visibili. E mettere in relazione le retribuzioni di Regione e Ars con i valori medi nazionali, considerando sullo stesso livello regioni a Statuto Speciale e a statuto ordinario

CUSIMANO Questa mi sembra la strada da battere. Non considero una notizia positiva tagliare 10 o 20 milioni negando gli aumenti contrattuali dovuti e sospesi per 7 anni. anche la Corte dei Conti sollecita il rinnovo contrattuale.  Ma non mi pare che tiri aria..

PEPI Neppure io. Anzi, una considerazione. Il tetto dei 240 mila euro che crolla, in condizioni di bilancio pubblico pesanti ovunque, è uno scandalo. Ma perchè nessuno dei grandi contendenti mostra di scandalizzarsi nè prende impegni ?

SUNSERI Appunto

 

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