INTERVISTA CON BIANCHI 

DIRETTORE DELLA SVIMES .di GIOVANNI PEPI

( Luca Bianchi, economista è direttore dalla Svimez ,dal 2012 al 2014 è stato assessore all ‘Economia in Sicilia e consulente de vari ministeri economici e della Commissione Antimafia )

Nella convention di Confartigianato, che si è svolta a Palermo, Lei ha detto che il Sud, se di sostegni ha bisogno, deve averli sugli investimenti più che sui consumi. E ha fatto i conti. Come stanno le cose?

“ Si . Servono investimenti. Soprattutto pubblici. Rispetto ad altri tipi di politiche..”

Perchè ?

“ Perche più di ogni altro intervento, generano rapidamente reddito e creano occupazione. Soprattutto nel Mezzogiorno. Lo dicono i numeri..”

Quali ?

“Abbiamo elaborato un modello econometrico. Con questi risultati:  un solo euro aggiuntivo di investimenti pubblici produce un incremento di reddito pari a 1,37 euro, la riduzione di un euro di tasse indirette determina un incremento di 0,19 centesimi del PIL

Avete una idea della cifra necessaria per invertire la rotta a Sud..?

“Si . Noi della Svimez calcoliamo che, con 4 miliardi e mezzo in più di investimenti pubblici al Sud, il tasso di crescita del Pil meridionale raddoppierebbe.  Da qui la nostra indicazione chiara di policy nazionale ed europea. Investimenti publici, ripeto

Quindi aumento delle risorse, nuovi trasferimenti dallo Stato ?

“Non solo. C’è pure da razionalizzare uomini e strutture. Magari commissariando, se è il caso, gli enti locali incapaci di spendere; negoziare con la Commissione europea spazi di flessibilità dai vincoli di bilancio per la spesa in conto capitale

Non mi pare che la manovra del governo punti a questo

“ No. E siamo preoccupatI proprio da questo. Non si accenna  affatto agli investimenti. Si rinvia ad un allegato di cui non c’è traccia”.

Se bisogna incoraggiare gli investimenti, il reddito di cittadinanza che si dice guardare proprio al Sud, non sembra la risposta migliore

“Da anni la Svimez si batte per l’introduzione anche nel nostro Paese, come in tutt’Europa salvo la Grecia, di una politica universale di contrasto al disagio e all’esclusione sociale.

Allora si è a una buona risposta

“Per niente. Il reddito di cittadinanza, comunque sia realizzato, non può essere identificato come” la politica per il Mezzogiorno”.

Per quali ragioni ?

“Non solo trasferimento monetario, intanto. Deve puntare sulla riqualificazione dei servizi pubblici, dal sistema di collocamento alle politiche sanitarie e assistenziali fino a misure specifiche per contrastare l’abbandono scolastico. La vera emergenza, in particolare al Sud, sono i servizi pubblici che non funzionano e i diritti di cittadinanza limitati.

Che non dipendono solo dal governo

“No, infatti.  Anche dalle gravi responsabilità delle amministrazioni locali, la cui inefficienza si somma alla pesante riduzione della spesa pubblica conseguente alle politiche di risanamento. In altri termini, ciò che veramente serve al Sud è un completo riconoscimento dei diritti di cittadinanza.”.

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