di GIOVANNI PEPI

A Palermo i marciapiedi sono “altronei” . Nel senso che servono ad altro.  Non ospitano i pedoni ma di tutto eccetto loro. Nella migliore delle ipotesi diventano botteghe o ricchissimi negozi, per vendere piante e stoffe, alimenti e arredi per giardino , giocattoli e frutti di mare. Nella peggiore , invece, diventano discariche orrende e maleodoranti. Come qui, in via Messina Marine, all’ingresso di Palermo. Il marciapiede è già una striscia stretta, resa ancora più angusta dai cassonetti dei rifiuti. Alle scelte insensate dell’amministrazione si aggiunge l’inciviltà dei residenti che buttano di tutto in tutte le ore. Così  tra il muro e i contenitori si crea una discarica. Il marcipepiede scompare. Eppure hanno previsto proprio lì una fermata. Dove gli autobus , come altrove, arrivan o in ritardo. In compenso le immondizie sono sempre in orario.

Sono un giornalista totale che scrive, parla e fotografa. Una passione: la bici da corsa. Un sogno: riuscire a far capire anche quello che non capisco.

Seguici e clicca su

Comments

  1. La cultura del bene pubblico, della città, come spazio collettivo da tutelare, del verde, del patrimonio artistico è sconosciuta ai più, al Sud come al Nord. Manca l’educazione, in famiglia e nelle scuole, al rispetto di un patrimonio che ci appartiene, che è “nostro” in tutti sensi.

Rispondi