( la solita domanda  : dove i nostri giovani riusciranno a  trovare un lavoro ? )

di LELIO CUSIMANO

Siamo nei guai; non solo andiamo peggio del resto d’Italia, ma per di più le previsioni 2018 ci vedono arrancare nelle ultimissime posizioni. Quest’anno, infatti, la ricchezza del Paese crescerà dell’1,3%; come sempre accade, però, si tratta di una media; una media che ci penalizza. Mentre il ricco Veneto avrà una crescita reale, e cioè al netto dell’inflazione, pari all’1,6%, la Sicilia si fermerà a un più modesto 1% (fonte CGIA Mestre). In sostanza continuerà ad allargarsi il divario con la parte più ricca del nostro Paese; diventa superfluo, quindi, chiedersi dove i nostri giovani troveranno lavoro, in quale regione o in quale Paese andranno in cerca di fortuna, in quale Università, italiana o straniera, vorranno andare a studiare.

Che il quadro sia preoccupante, non lo scopriamo oggi; rispetto al 2007 (anno in cui è iniziata la grande crisi) l’Italia ha perso in media il 5% della ricchezza prima prodotta. Ma appunto di media si tratta. Scendendo nel dettaglio si scopre, infatti, che rispetto al 2007 il Trentino ha recuperato pienamente e in più ha guadagnato quasi il 6%, mentre la Sicilia segna un drammatico meno 12,5%. Se continueremo ad andare avanti schiacciando l’occhio ai titolari di superstipendi, limitandoci a riversare i rifiuti nelle discariche, inseguendo il precariato pubblico come unica opportunità di lavoro, lasciando andare in malora le nostre strade, gonfiando i debiti …. sarà bene, allora, prepararci al peggio!

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