L’INTERVISTA a FRANCESCO MESSINEO di GIOVANNI PEPI LA MAFIA si affida ai vecchi capi che sono più affidabili ed esperti . Continuiamo la nostra analisi sulla mafia. Dopo Renato Cortese, questore di Palermo,  incontro Francesco Messineo, già procuratore della Repubblica della città. 

Francesco Messineo, già procuratore della Repubblica di Palermo

La mafia c’è. eccome, diceva Cortese, ma non è “un Moloch,” che “ soffoca in maniera capillare il tessuto socio-economico.” E per Lei ?

“ Non posso che condividere l’analisi del dottor Cortese. La mafia c’è ma non è più quel moloch che, negli anni delle stragi , pretendeva di contrapporsi direttamente allo Stato, quasi in situazione di parità, fino a costringerlo ad umilianti trattative..”

Del resto Lei, ricordo , è stato tra i primi, se non il primo. a parlare di sconfitta militare della mafia

Del resto lei è stato il primo ,  Quando ha avvertito questo cambiamento , in base a quali elementi ?  

“ La mafia è stata duramente perseguita, battuta nella sua forza materiale e ridimensionata nella sua naturale vocazione all’uso della violenza.” 

Quale elemento lo dimostra di più..?

“ Il numero assolutamente esiguo degli omicidi di mafia. Non dimentichiamo quando,  in una città come Palermo,  in quel settore si avevano annualmente statistiche a due cifre…”

Se questi son o i numeri la sconfitta è forte

“Rilevante certo. Ma stiamo attenti. Non è affatto vinta o eliminata la mafia..”

Come può essere vinta ed eliminata? E’ quanto più chiede la gente.. “

“ E questo è un risultato che richiederà ulteriori sforzi per un tempo che è difficile determinare.

Oggi, colpita nei suoi vertici, la mafia appare costantemente alla ricerca di un modo per sopravvivere.”

Come ?

“Intanto , affidandosi preferibilmente alla esperienza di vecchi capi rimessi in libertà dopo avere espiato pene temporanee. Sono ritenuti più affidabili e capaci di resistere, in caso di cattura, alle allettanti prospettive del pentitismo…”

E poi gli scappati…

“l ritorno degli scappati appunto. Questa scelta si iscrive probabilmente in questo tentativo di superare le vecchie contrapposizioni legate prevalentemente alla componente dei corleonesi, per ricostruire un clima di collaborazione e, con esso, tentare di salvare la organizzazione mafiosa dalla decadenza..”

2 Dottor Messineo. . Dicevamo nell’intervista di martedì scorso che la mafia è più debole. Militarmente. Ma è ancora controversa  l’analisi sul suo consenso . Resiste per alcuni . Altri lo negano. Lei cosa pensa ?

“ C’era un distorto consenso popolare alla mafia , indotto anche dalla larga disponibilità di mezzi economici immessi nel tessuto sociale, di cui la mafia godeva in passato. Questo  è oggi ridotto a ben poco. Ma non c’è solo questo…”

Cos’altro ?

“ C’è, soprattutto, la drastica riduzione del potere di intimidazione diffuso nel territorio. E  si è anche fortemente ridimensionata la passiva accettazione del potere mafioso che in passato impediva che potesse persino essere messa in discussione la richiesta di pizzo o di messa a posto..”

Quando si era al moloch di cui si diceva sopra 

“Esatto. Quando la pressione emanava da un potere contro il quale non era pensabile ribellarsi.”

Oggi invece la ribellione si avvera, addirittura si denuncia il pizzo

“Esatto. Oggi le denunce e la collaborazione degli estorti non rappresentano più una rarità e, se molto vi è ancora da fare, il trend appare comunque positivo.”

Una mafia più debole, d’accordo. Ma la pressione sull’economia  resta. In quali settori è più presente ? Dove si concentrano i suoi affari ?

 “ La mafia ha sempre cercato il guadagno laddove era possibile procurarselo, aggredendo di volta in volta l’economia agricola, l’edilizia, il settore degli investimenti turistici, e gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Potenzialmente, nessun settore produttivo di guadagno può considerarsi esente da infiltrazione mafiosa…”

E dove oggi, chiedo utilizzando le sue parole, la mafia ritiene di potere procurarsi maggiori guadagni ?

“ Sono emerse significative presenze mafiose nel nuovo settore delle energie rinnovabili, mentre prosegue la tradizionale, storica infiltrazione nel settore dei mercati alimentari all’ingrosso.”

E in questa presenza nell’economia la mafia trova collusioni e complicità =?

“Certo. Mediante compiacenti ed insospettabili prestanome,la mafia continua ad amministrare imponenti masse patrimoniali create nei passati decenni con il provento delle estorsioni, del traffico di droga e delle altre attività illecite praticate “.

E si continua  con il pizzo..

“Certo. Anche oggi l’imposizione del pizzo prosegue, ma la crisi economica in Sicilia ne ha fatto una attività assai meno redditizia che nel passato.E’ poi divenuta “pericolosa” …”

Pericolosa..?

“Certo. Proprio per la sempre più frequente propensione alla denuncia da parte degli estorti di cui dicevamo .”

3 Con Francesco Messineo, già procuratore di Palermo, abbiamo parlato della mafia in Sicilia. Ma essa adesso si espande pure nel centro nord. E l’ espansione in crescita? Perché ?

“ La espansione al centro – nord trova forse spiegazione nel tentativo di trovare terreno economico più ricco, più facilmente aggredibile e nel quale i mafiosi confidano forse in una maggiore possibilità di mimetizzazione rispetto alle indagini…”

Ma ,  come Lei ha detto in molte occasioni, non siamo a un fenomeno nuovo.

“No. Per la mafia l’infiltrazione al nord non è una novità, essendo stata praticata fin dagli anni ’60..”

Non solo la mafia siciliana si sposta

“ No. Anzi. La mafia è stata largamente superata dalla ‘ndrangheta in questa migrazione criminale verso i più ricchi territori del nord.”

Dalle ultime inchieste emerge una minore collusione con la politica. E’ cambiata la mafia o è cambiata la politica ? 

“L’infiltrazione mafiosa nella politica prosegue, né potrebbe essere diversamente data la storica vocazione della mafia alla contiguità con il potere legale ed al condizionamento di esso…”

Non è cambiato nulla ?

“ Credo che il sistema elettorale nazionale, che ha largamente ridimensionato l’importanza del voto di preferenza, rispetto ad altri criteri di scelta , abbia anche ridotto la efficacia concreta dell’intervento mafioso che oggi sembra soprattutto prediligere il settore delle elezioni locali nel quale, come emerge anche da recenti indagini giudiziarie, mantiene un consistente trend di attività…”

Non pochi, comunque, oggi, contestano una minor tensione della politica , ma anche delle forze sociali ,  nell’azione di contrasto delle mafie. Vede questo anche Lei ?

“ Un certo calo di attenzione verso il contrasto alla mafia è innegabile e può essere spiegato con il fatto che una mafia non più stragista e violenta allarma e sollecita l’opinione pubblica, peraltro gravata da continue gravissime emergenze sul piano economico ed occupazionale, infinitamente meno che in passato.”

Si può parlare di una domanda sociale di distensione ?

“Può darsi. Entro certi limiti è un fenomeno fisiologico. Per una società è impossibile rimanere indefinitamente in un grave stato di estrema tensione. Chiariamo però..”

 Cosa?

“ La tensione e l’attenzione non sono mai venute meno, né si sono ridotte nei i soggetti preposti alla repressione del fenomeno mafioso che proseguono senza soste il loro lavoro dandoci speranza per il futuro.”