L’INTERVISTA a FRANCESCO MESSINEO

di GIOVANNI PEPI

Dottor Messineo. . Dicevamo nell’intervista di martedì scorso

Farncesco Messineo, già

che la mafia è più debole. Militarmente. Ma è ancora controversa  l’analisi sul suo consenso . Resiste per alcuni . Altri lo negano. Lei cosa pensa ?

C’era un distorto consenso popolare alla mafia , indotto anche dalla larga disponibilità di mezzi economici immessi nel tessuto sociale, di cui la mafia godeva in passato. Questo  è oggi ridotto a ben poco. Ma non c’è solo questo…”

Cos’altro ?

“ C’è, soprattutto, la drastica riduzione del potere di intimidazione diffuso nel territorio. E  si è anche fortemente ridimensionata la passiva accettazione del potere mafioso che in passato impediva che potesse persino essere messa in discussione la richiesta di pizzo o di messa a posto..”

Quando si era al moloch di cui si diceva sopra 

“Esatto. Quando la pressione emanava da un potere contro il quale non era pensabile ribellarsi.”

Oggi invece la ribellione si avvera, addirittura si denuncia il pizzo

“Proprio così. Oggi le denunce e la collaborazione degli estorti non rappresentano più una rarità e, se molto vi è ancora da fare, il trend appare comunque positivo.”

Una mafia più debole, d’accordo. Ma la pressione sull’economia  resta. In quali settori è più presente ? Dove si concentrano i suoi affari ?

 “ La mafia ha sempre cercato il guadagno laddove era possibile procurarselo, aggredendo di volta in volta l’economia agricola, l’edilizia, il settore degli investimenti turistici, e gli esempi potrebbero moltiplicarsi. Potenzialmente, nessun settore produttivo di guadagno può considerarsi esente da infiltrazione mafiosa…”

E dove oggi, chiedo utilizzando le sue parole, la mafia ritiene di potere procurarsi maggiori guadagni ?

“ Sono emerse significative presenze mafiose nel nuovo settore delle energie rinnovabili, mentre prosegue la tradizionale, storica infiltrazione nel settore dei mercati alimentari all’ingrosso.”

E in questa presenza nell’economia la mafia trova collusioni e complicità =?

“Certo. Mediante compiacenti ed insospettabili prestanome,la mafia continua ad amministrare imponenti masse patrimoniali create nei passati decenni con il provento delle estorsioni, del traffico di droga e delle altre attività illecite praticate “.

E si continua  con il pizzo..

“Anche oggi l’imposizione del pizzo prosegue, ma la crisi economica in Sicilia ne ha fatto una attività assai meno redditizia che nel passato. E’ poi divenuta “pericolosa” …”

Pericolosa..?

“ Proprio per la sempre più frequente propensione alla denuncia da parte degli estorti di cui dicevamo .”

1 L’INTERVISTA a FRANCESCO MESSINEO

di GIOVANNI PEPI

Continuiamo la nostra analisi sulla mafia. Dopo Renato Cortese, questore di Palermo,  incontro Francesco Messineo, già procuratore della Repubblica della città.  La mafia c’è, eccome, diceva Cortese, ma non è “un Moloch,” che “ soffoca in maniera capillare il tessuto socio-economico.” E per Lei ?

“ Non posso che condividere l’analisi del dottor Cortese: la mafia c’è ma non è più quel moloch che, negli anni delle stragi , pretendeva di contrapporsi direttamente allo Stato, quasi in situazione di parità, fino a costringerlo ad umilianti trattative..”

Del resto Lei, ricordo , è stato tra i primi, se non il primo. a parlare di sconfitta militare della mafia Quando ha avvertito questo cambiamento ? In base a quali elementi ?  

“ La mafia è stata duramente perseguita, battuta nella sua forza materiale e ridimensionata nella sua naturale vocazione all’uso della violenza.” 

Quale elemento lo dimostra di più..?

Il numero assolutamente esiguo degli omicidi di mafia. Non dimentichiamo quando,  in una città come Palermo,  in quel settore si avevano annualmente statistiche a due cifre…

Se questi sono i numeri, la sconfitta è forte

“Rilevante certo. Ma stiamo attenti. Non è affatto vinta o eliminata la mafia..”

Come può essere vinta ed eliminata? E’ quanto più chiede la gente..

“ E questo è un risultato che richiederà ulteriori sforzi per un tempo che è difficile determinare. Oggi, colpita nei suoi vertici, la mafia appare costantemente alla ricerca di un modo per sopravvivere.”

Come ?

“Intanto , affidandosi preferibilmente alla esperienza di vecchi capi rimessi in libertà dopo avere espiato pene temporanee. Sono ritenuti più affidabili e capaci di resistere, in caso di cattura, alle allettanti prospettive del pentitismo…”

E poi gli scappati…

“l ritorno degli scappati appunto. Questa scelta si iscrive probabilmente in questo tentativo di superare le vecchie contrapposizioni legate prevalentemente alla componente dei corleonesi, per ricostruire un clima di collaborazione e, con esso, tentare di salvare la organizzazione mafiosa dalla decadenza..”