di CATERINA MIRTO

Caterina Mirto , avvocato cassazionista , presidente regionale e vice residente nazionale AIAF

Come ogni anno i primi di dicembre le città, risvegliandosi dal torpore autunnale, si vestono a festa per prepararsi alle festività natalizie. E’ tutto uno sfavillare di luci, colori, musiche che allontanano sempre di più la sacralità della festa rendendola un mero investimento di marketing con l’unico obiettivo di creare un mondo artificiale da “città dei balocchi” ove tutti devono, necessariamente sperperare denaro per accontentare i più disparati desideri. Girando per le strade delle città sembra che tutti siano colti da improvvisa frenesia, come se si dovesse, necessariamente, essere realizzato tutto e subito e come se il Natale fosse un avvenimento del tutto personale in cui, ogni individuo, debba impegnare le migliori risorse per renderlo unico ed indimenticabile . La stessa frenesia è presente all’interno degli studi legali che si occupano di diritto delle relazioni familiari; superata la festività dei “morti”  le segreterie degli studi vengono prese d’assalto dai clienti che devono, immediatamente, immancabilmente e senza possibilità di alcuna deroga, organizzare le proprie feste natalizie. Il malcapitato legale di fiducia, dovrà interpretare, quindi,  le condizioni della separazione o del divorzio, al fine di adattarle, senza se e senza ma, alle indiscutibili pretese del cliente che, senza preoccuparsi, minimamente, delle organizzazioni altrui, ma soprattutto dei desideri dei propri figli, ha già prenotato settimane più o meno bianche o viaggi esotici. “Quest’anno la vigilia è mia” …..  “ come posso rinunziare al pranzo di Natale”……”non permetterò mai che i miei figli trascorrano le feste lontane da me “…..” potrebbe essere l’ultimo Natale per i miei genitori, sono molto anziani “…….”l’anno scorso lui (l’ex marito) è andato alla Maldive con la nuova fidanzata non vedo perché quest’anno debba fare il Natale con i nostri figli.. peggio per lui “…..”avvocato si tenga a disposizione il giorno di Natale perché sicuramente dovrò chiamare i Carabinieri per farmi consegnare i bambini” …Queste alcune delle frasi più ripetute all’interno degli studi legali in un lasso di tempo che dura quasi due mesi. Il compito dell’avvocato viene svilito, non gli vengono posti quesiti giuridici, ma piuttosto, quando e dove il figlio potrà aprire i regali di Natale. Il legale dovrà vestire i panni del negoziatore e dovrà cercare di mediare tra opposte posizioni e tra genitori resi sempre più miopi dall’avversione che l’uno nutre nei confronti dell’altro.E i poveri bambini ?  Non hanno alternative alla ottusaggine degli adulti. Nella migliore delle ipotesi, i più fortunati,  trascorreranno la vigilia con un genitore ed il giorno di Natale con l’altro, ma si chiederanno perché dovranno scrivere  due diverse letterine a Babbo Natale, perché dovranno preparare due diversi alberi di Natale sotto i quali troveranno una marea di regali che serviranno ai genitori per compensare i loro sensi di colpa e per dimostrare l’uno all’altra di avere meglio interpretato i desiderio del figlio. I bambini si chiederanno,  anche, perché non potranno portare nella casa, dove abitualmente vivono,  i regali ricevuti dall’altro genitore o dai parenti dell’altro genitore e non comprenderanno per quale motivo, mentre gli altri bambini allo scoccare della mezzanotte baceranno e abbracceranno il papà e la mamma insieme, a loro sarà vietato di parlare, anche solo al telefono, con l’altro genitore. E’ questa purtroppo la triste realtà delle feste natalizie del nostro millennio!Siamo infatti in presenza dello snaturamento di una festa che era, per la nostra società, una ulteriore occasione per il rafforzamento dei legami familiari e per il rinnovamento della convivialità parentale. Ecco allora che i nostri figli di fronte all’impoverimento dei sentimenti, alla materialità delle relazioni un giorno, ormai imminente, preferiranno dire ai loro genitori……mamma , papà preferisco perdere il Natale.