di TULLIA RIZZO ( dibattito sul reddito di cittadinanza con articoli di GAETANO ARMAO, PATRIZIA DI DIO , GIULIA GARBI , TERESA SPAGNUOLO )

Caro Giovanni, sul reddito di cittadinanza non mi pare inopportuno ancora una volta sottolinearne la distorsione applicativa. È ormai evidente che l’obiettivo che si era inteso perseguire con numerosi interventi legislativi, adottati in questo ultimo decennio, volti al contenimento del precariato con emersione del lavoro nero – stabilendosi minori costi e maggiore elasticità per le imprese come, ad esempio, con la rimodulazione di alcune forme di contratto di lavoro, quali il tempo determinato, la somministrazione, la collaborazione coordinata e continuativa,

 Tullia Rizzo, presidente sezione lavoro della Crte di appello di messina 

talora sganciate dal rigoroso formalismo della puntuale indicazione contrattuale della sussistenza e, quindi, della prova di specifiche ragioni causali, vedi jobs act – è stato ora paradossalmente raggiunto con l’erogazione del reddito di cittadinanza! Stanno, infatti, rapidamente “emergendo” tutti i lavoratori in nero, fuoriuscendo dal bacino del precariato; ciò facendo abbandonando il lavoro “nero” per dedicarsi, però, alla totale inerzia, con il preciso scopo di conseguire quella erogazione assistenziale: finalmente soldi in tasca, senza alcun impegno, fisico o mentale, e senza alcuno sforzo di professionalizzazione volto ad una immissione produttiva nel mercato del lavoro. È veramente quanto massimamente sta accadendo e certamente occorrerebbe già da subito trovare i giusti rimedi per una corretta e controllata modalità applicativa del beneficio affinché,  se un obiettivo si intendeva perseguire, quell’obiettivo venga realizzato con il soddisfacimento di quel fine assistenziale – soccorrere in aiuto ai “veri” disoccupati – che ne ha costituito la ragione ispiratrice: senza illecite speculazioni.La formula? Competeva certo allo stesso legislatore, creatore del reddito di cittadinanza, individuare la formula avendo dovuto puntualmente prevedere:

a) rigorosi metodi e criteri attuativi del fine assistenziale obiettivato;

b) una proficua e ordinata gestione della spesa pubblica;

c)sistemi garantistici della legittimità della destinazione e quindi della legittimazione soggettiva dei destinatari;

d) immediato inserimento dei fruitori in contesti lavorativi anche  prioritariamente nel settore pubblico (vedi gli LSU);

d) interventi di politica economica    volti a sostenere l’imprenditoria anche con il finanziamento di opere pubbliche.

In tutto questo non va persa di vista l’altra ancora più grave distorsione attuata da quei lavoratori “nascosti” che, pur continuando a svolgere il proprio lavoro in nero, percepiscono, in frode alla legge, il detto reddito. Leggo un articolo giornalistico pubblicato su Internet ove è sottolineato che in Sicilia, i Centri per l’impiego hanno ricevuto offerte di lavoro per 200 disoccupati, mentre gli attuali fruitori del reddito di cittadinanza idonei al lavoro sono ad oggi oltre  162.000. Come occuparli? Come evitare l’esodo verso il nord di quella gran parte della popolazione giovanile che qui non ha prospettiva di lavoro?Il nuovo governo partirà prendendo le mosse dal monitoraggio degli effetti della pregressa politica elettorale (anch’essa estrattiva; complimenti al Prof. Busetta) per porre un freno a quanto sfacelo si è ad oggi dato corso ?

PATRIZIA DI DI DIO

Caro giovanni. A proposito del reddito di cittadinanza , basterebbe fosse dato attraverso le aziende. Così chi lo percepisce  se lo guadagna non dal divano di casa ma lavorando per una struttura la quale , a sua volta,  avrebbe  il vantaggio di un tirocinante pagato dal reddito di cittadinanza. In questo modo i titolari del reddito imparerebbero almeno qualcosa. 

 patrizia di dio, presidente provinciale confcommercio

Se poi si rivelassero validi e capaci , l’azienda , alla fine,  non li lascerebbe andare via…. Si sarebbe così evitato che continuassero a lavorare  in nero e che quindi percepissero non legittimamente un reddito da destinare solamente a chi è veramente disperato. Non ci saremmo ritrovati. come adesso,  con le difficoltà delle aziende di trovare del personale perché tutti vogliono essere pagati in nero. Insomma ci voleva molto ad aiutare disoccupati e imprese contemporaneamente? In maniera virtuosa, senza alimentare e generare storture ? Soprattutto senza alimentare la cultura del non fare, del parassitismo?  Noi popolo del fare non ne possiamo più di cose storte, di assenza di educazione al dovere, alla responsabilità, al bisogno di contribuire con il proprio lavoro al benessere di tutti.

TULLIA RIZZO

Caro Giovanni: un rilievo ancora sul reddito di cittadinanza. Patti, piccolo comune in provincia di Messina, si stende su una collina che degrada sul mare ove prende il nome di Patti Marina: deliziosa spiaggia, organizzata  con piccoli stabilimenti balneari dotati di lettini sdraio, ombrelloni, bar ( baretti per la verità) e con l’assistenza del bagnino.Ottimo tutto pur nella sua semplicità. Oggi alcuni stabilimenti sono tuttora operativi, mentre per altri è sorto il problema della forza lavoro: il reddito di cittadinanza ha tolto braccia al turismo! Vero è che in maggior misura era tutto lavoro “nero”; tuttavia oggi la terapia proposta per la soluzione non è volta ad agevolare la regolarizzazione del lavoro, ma a sostituirlo con strumenti ancora una volta “assistenziali”! Che meraviglia!

GAETANO ARMAO 

Reddito di cittadinanza. Adesso in Sicilia alberghi e ristoranti sono alla disperata ricerca di personale …https://www.giovannipepi.it/sicilia-e-stato-ancora-lo-statuto-e-monco-intervista-a-gaetano-armaodi-giovanni-pepi/

  gaetano armao,vicepresidente della regione sicilia

GIULIA GARBI

 giulia garbi, componente il direttivo gruppo terziario donna, confcommercio di milano

Ciao Giovanni, lo stesso succede in Romagna . si sta verificando x tutto ciò di negativo che era stato previsto…e mancano ancora migliaia di navigator da assumere…Un reddito da divano. qui in Romagna albergatori etc riferiscono che tutti i ragazzi che dal sud venivano a fare le stagioni…dicono si, se mi prendi in nero

TERESA SPAGNUOLO

  teresa spagnuolo , operatrice asp di palermo

Ma come è possibile  tutto ciò? Ogni anno si diplomano tan ti giovani in istituti superiori con qualifiche idonee atte a soddisfare le esigenze degli albergatori. Mi sorge un dubbio : sarà che tanti giovani preferiscono fare la valigia e partire per mete meritevoli? Oppure assaporare il dolce non fare niente? Reddito si? O no? Una cosa è certa : si vive male in Sicilia e non si può fare finta di niente.

MASSIMO MANISCALCO

SU GIOVANI E LAVORO Ciao Giovanni. A proposito del lavoro, tema al quale, vedo, SE E’ COS’, da molto spazio, osservo che  Il vero problema consiste nel fatto che, preso atto di questo dato terribile per la popolazione siciliana, la dirigenza politica siciliana non si è’ chiusa in conclave per trovare i rimedi veri

 massimo maniscalco , imprenditore

decidendo di uscirne a soluzioni concrete, fattibili, definite nei tempi, nei modi e nelle compatibilità’ individuate e deliberate; invece tutto scorre come prima aspettando Godot; e nessuno sembra intenzionato a fare sentire la propria voce per rispetto per il proprio “particolare”; un incubo. Quanto poi alla Formazione , di cui l’intervista a Roberto Lagalla qui Però’, se la Formazione ci fosse, fosse davvero utile per le assunzioni, questo requisito fosse verificato ed incrociato sarebbe già’ un bel passo avanti

Sono un giornalista totale che scrive, parla e fotografa. Una passione: la bici da corsa. Un sogno: riuscire a far capire anche quello che non capisco.

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Comments

  1. Condivido in pieno l’osservazione di Patrizia Di Dio. Ma nessuno ha manifestato ciò al movimento 5 stelle durante il lungo dibattito preparatorio alla legge istitutiva del reddito di cittadinanza? Crocetta Di Marco

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