QUELLA FORTE ECONOMIA DEL “PUBBLICO” CHE IN SICILIA OSTACOLA IL CAMBIAMENTO

di NINO SUNSERI

Vedo che le cifre citate nel blog da Pepi e Cusimano hanno superato lo Stretto ( QUI) . Questa mattina il sole 24 ore li utilizza per fare un po’ di conti. Calcola che i dipendenti diretti della regione sono 17.057. Sommando i contratti a termine e le partecipate arriva a 28.796. Aggiunge i 24.880 forestali. Totale 53.776. Ad una media di quattro persone che famiglia si conclude che almeno 200mila siciliani vivono con stipendi e sussidi regionali. Poco meno del 5% della popolazione. La Lombardia e sotto lo 0.01% . Giu’di lì il Veneto..Vogliamo ancora stupirci per il referendum? Cusimano mette nel calderone anche i dipendenti della Formazione, gli ex PIP, gli ASU, i consorzi di bonifica, i pensionati senza il fondo pensioni pagati dalla regione, un centinaio di enti, la sanità.. e arriviamo a 160-170 mila!!! Se moltiplichiamo queste buste paga per quattro che rappresenta famiglia media dobbiamo concludere che poco meno di 700 mila siciliani campano direttamente o indirettamente a spese della Regione . Quindi il 14% della popolazione. Se mettiamo anche dipendenti della Pubblica amministrazione, Comuni, Università, Scuola, pensionati ecc. sorge una domanda: ma in Sicilia cu travagghia ? Ma soprattutto chi produce ricchezza tenuto  conto che, sempre da quanto scrivono Cusimano e Pepi, il 40% della forza lavoro in Sicilia è occupato nel pubblico contro il 10% della media nazionale? ( QUI )Queste cifre spiegano tutto. L’immutabilità del contesto  è indipendente dal partito che vince le elezioni (che fine ha fatto la Rivoluzione di Crocetta?) ma anche la configurazione civile. Pensionati e dipendenti pubblici. Impossibile che da questo fronte vengano spinte al cambiamento. Un blocco sociale che ha un solo obiettivo: conservare l’esistente.

Sono un giornalista totale che scrive, parla e fotografa. Una passione: la bici da corsa. Un sogno: riuscire a far capire anche quello che non capisco.

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