di ENZO GIAMBANCO

Caro Giovanni, vedo che, nel tuo blog ,si susseguono gli interventi sulla burocrazia e i suoi delitti, che tali sono, non basta definirli danni, quando colpiscono il benessere dei cittadini tutti ( qui ). L’immagine che mi si presenta è, a tal proposito l’ ouroboros, il serpente che si morde la coda. Ne abbiamo già parlato: la quasi totalità dei burocrati ricopre posti ottenuti per grazia dei politici di turno e questi, a loro volta, seggono sui loro scranni perché gli elettori ve li hanno mandati. Alla fine insomma sono proprio i danneggiati ad avere la responsabilità del danno. Chiaro che così non se ne viene fuori. So di essere noioso ma il problema è sempre culturale. Da decenni il merito non solo non è premiato ma è divenuto colpa, giacché nell’ottica dei più rischia di evidenziare la inadeguatezza di molti, quindi (sillogismo perverso) non è democratico. 

Ricordiamo le azioni sindacali che determinano premi a pioggia, privi delle necessarie valutazioni . Condizione ideale per i politicuzzi che così soddisfano una più ampia platea di elettori.  Come si fa d’altronde a convincere gli elettori a considerare il merito, le capacità e la preparazione dei candidati, in un contesto che non riconosce più il valore dell’istruzione, che spinge all’aggressione degli insegnanti invece di stabilirne la alleanza con le famiglie? Il male è profondo ed episodi recenti, come la assegnazione dell’assessorato Regionale alla Cultura ad un partito che ne ignora il ruolo fondamentale, non lascia certo ben sperare. Tuttavia dobbiamo avere la capacità di non misurare gli eventi sul semplice metro della nostra fugace presenza. La Sicilia ha dato all’unanimità perle di arte e cultura. Qualche frammento riemergerà, magari per disperazione.