di LELIO CUSIMANO

 Ormai è sempre piu’ chiaro. Questa Regione soffoca nei debiti. Lo sta dicendo ai giornalisti il professor Gaetano Armao, vicepresidente della Regione e assessore al bilancio ( la conferenza è in corso ): Cosa ha trovato il Governo Musumeci tra le pieghe dei conti regionali? Il dato che  colpisce di più l’uomo della strada è la montagna di debiti, che supera gli otto miliardi, così come impressiona il disavanzo di circa sei miliardi di euro; ma forse per i Siciliani può essere più utile guardare agli interventi che il Governo vuole attuare per risanare i conti regionali.

Una cosa va detta in premessa: la Sicilia ha un bilancio di oltre 25 miliardi di euro l’anno. Tanto (forse) incassa e tanto (sicuramente) spende. Sono numeri rilevanti ma che tuttavia non ci tirano fuori dalle secche. Il dato critico è che il bilancio è fatto sostanzialmente di poche  voci e per di più  rigide. Quindi  intervenire per ridurle è difficilissimo. Il 58% della spesa si concentra nella sanità; il 17,2% nel personale, il 7,7% in comuni e provincie, mentre il debito costa il 4,5%. A titolo di curiosità, il costo del debito è di oltre 360 milioni l’anno, come dire un milione al giorno!

Che cosa vuole fare il Governo? Ridurre la spesa per la sanità attraverso acquisti centralizzati, e non più delocalizzati, di beni e servizi; per questi spendiamo, infatti, più di due miliardi di euro l’anno. Con un dieci per cento di risparmio si recuperano 200 milioni! Più complessa la spesa per personale e precari; qui i margini di intervento sono modestissimi. L’idea, quindi, è quella di considerare con estrema prudenza (forse rinviare per lungo tempo!) l’ipotesi di nuove assunzioni e delle stabilizzazioni. Intanto ci si “accontenta” di riorganizzare la macchina amministrativa e informatizzare le procedure. E non sarebbe poco! La spesa per le partecipate e gli enti controllati è un’area particolarmente critica, anche perché nessuno sa bene cosa ci sia; e allora? L’idea è di arrivare a bilanci consolidati e gestire le attività come imprese e non più  come carrozzoniInfine per quanto riguarda gli enti locali, l’intenzione è di censire puntualmente i compiti loro delegati dalla Regione  e quantificare i costi standard che devono essere uguali per tutti. Come ogni buona famiglia in difficoltà economiche, si affaccia anche l’ipotesi di vendere i gioielli di famiglia (un vasto e sottoutilizzato parco di immobili)

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