L’INTERVISTA con  RUGGERO RAZZA

assessore siciliano alla Sanità

di GIOVANNI PEPI

Chiamo Ruggero Razza, assessore alla Sanità, in un un momento importante, forse il più importante nella guerra contro Convi19 nell’Isola. Nell’aeroporto di Punta Raisi, a Palermo, atterra un cargo dalla Cina con tonnellate di materiale sanitario. Di che si tratta Assessore ?

“È la prima parte di una commessa di oltre 300 tonnellate che abbiamo reperito in Cina grazie alla collaborazione strategica con UPMC ed Ismett. Per noi si tratta di dare una risposta alle ansie dei tanti lavoratori della sanità che sono in prima linea…”

Corona Virus , Ruggero Razza, assessore regionale alla Sanità in Sicilia

Allora la macchina funziona…

“ Abbiamo lavorato in ogni direzione. Dalla produzione interna alle importazioni. Ed è la dimostrazione che la serietà paga, anche in tempo di crisi. Anzi: a maggior ragione in tempo di crisi”. 

D’accordo, assessore. Si è a una buona notizia. Ma il contesto non sembra non positivo. ..”

“ in che senso .?”

“Prima l’Università di Palermo, poi l’Einaudi center for economic e finance, vedono le cose in Sicilia andar peggio che altrove nel Sud. Aumento dei contagi, ritmi di flessione più lenti, più lunghi i tempi di uscita dall’emergenza. E’ così ? 

“Sembra essere vero il contrario, invece…”

Spieghi 

“ Tutti gli indicatori più sensibili  segnalano un impatto più contenuto…”

A quali si riferisce ?”

“ Alla mortalità, all’ ospedalizzazione,  alle  terapia intensiva..”

E allora perché la percezione è diversa ?

“Perché i problemi non mancano. La vera emergenza è rappresentata dalla presenza di alcuni cluster nosocomiali che incidono sul calcolo complessivo dei casi positivi…”

Spieghiamo anche questo 

“ Abbiamo adottato misure di contenimento stringenti. Più che altrove le ordinanze del presidente Musumeci hanno determinato una diminuzione dell’impatto di socializzazione che, in casi di pandemia , rappresenta la più importate azione preventiva”. 

Ma sono possibili previsioni  in Sicilia ? Quando si arriverà al picco ? Da quando la discesa verso la normalità ?

“Esistono modelli matematici e ne ricevo quotidianamente. Non amo le previsioni perché, se i numeri sono contenuti, rischiano di comportare l’effetto indiretto di un allentamento della tensione che, come dimostra il caso di Hong Kong, poi determina la risalita del picco. .”

Niente previsioni ma qual’è la strategia ?

“Ancora oggi siamo di fronte a un virus che non ha vaccini né trattamenti farmacologici. L’unica vera risposta sono i comportamenti individuali e le abitudini di vita”. 

Il governo in Sicilia ha deciso restrizioni anche maggiori che altrove. L’osservanza è soddisfacente ? O avete segnali di trasgressione preoccupanti ?

“Intanto mi lasci dire che se da noi abbiamo limitato il contagio, nonostante un enorme flusso di cittadini rientrati senza controllo , lo si deve essenzialmente alle ordinanze… “

Però le polemiche non mancano

“ Lo so. E non mi è sembrata utile alla fase emergenziale che viviamo leggere queste polemiche stizzite di alcuni soloni, pronti a criticare anche sulla decisione di chiedere un controllo capillare del territorio…”

Lei quindi è d’accordo con gli esperti che dicono tutti a casa 

“Si. Ci aspettiamo che si prosegua soprattutto nei giorni di Pasqua. Il rischio di un rompete le righe e tutti fuori potrebbe essere drammatico”. 

Mascherine e guanti. Non se ne trovano . Le cose miglioreranno ? Anche grazie a questo cargo dalla Cina ?

“Senza dubbio. E gli arrivi proseguiranno si da parte nazionale che da parte nostra. Ma questa crisi ci lascia anche un messaggio importante: se una potenza vuole davvero definirsi tale deve riprendere la via del manifatturiero…”

Per produrre noi mascherine ed altro. Vuol dire questo ?

“Si. È assurdo che da noi si sia deciso di importare tutto! Oggi c’è una ripresa è un tessuto imprenditoriale locale che ha dimostrato agilità nella riconversione. Vanno sostenuti e incoraggiati”.