LE NOSTRE CHAT…. con CUSIMANO, DE BERNARDIS , HAMEL, PEPI, SUNSERI 

PEPI Dopo le urne scrivevo: dal voto si è al vuoto. Non complichiamo tutto con i veti. I veti li attributivo a Renzi che diceva subito : mai con i 5 stelle. Ora Renzi non  c’è più , passa la mano. Ma il 90 per cento del Pd è sulla sua linea. Dunque Renzi passa ma il vuoto resta, mi pare…. 

CUSIMANO E’ paradossale l’idea dei “vincitori” di volere al governo l’immagine stessa della sconfitta: il PD. M5S e Lega hanno l’80% dei parlamentari eletti. Onori e oneri. Come potrebbe il PD votare lo sfondamento del tetto del 3%, l’abrogazione della Fornero, del Job Acts e della buona scuola?

DE BERNARDIS: Io credo che alla fine, se tirato in ballo, il Pd debba fornire un suo contributo, restando fermo su alcuni punti per dir così “non negoziabili”. Farebbe un servizio al Paese! Ma prima devono consumarsi tutti i passaggi precedenti (compresa l’alleanza tra Centro-Destra e 5 stelle…)

SUNSERI : Secondo me rischiamo tutti di parlare di niente perché stanno per entrare in campo i pesi massimi. La UE stamattina ci dice che serve una manovra da 5 miliardi. Non bastasse , c’è l’ Olanda che , cosa mai vista, si ribella alla Germania dando loro stop a ogni progetto di integrazione ulteriore. Salvini , di Maio , Renzi e tutti quanti dovranno fare i conti con questo….Il resto è irrilevante

CUSIMANO: Se arrivano i pesi massimi , come dice Nino, a maggior ragione mi sembra improponibile una forma di governo che escludesse un terzo del Parlamento a vantaggio di un altro terzo. Saremmo alla rissa permanente in Aula…

PEPI Ottimi argomenti. Allora vengo al punto. Nel vuoto dopo il voto, non vedo le condizioni di un governo politico, ossia di un accordo di programma. Non tra Di Maio e Pd, tanto meno tra Centro destra e Pd,  neppure tra Lega e Di Maio . Vedo due cose : o le elezioni o una soluzione istituzionale. Essendo largamente improbabile la prima ( chi rinuncia al seggio ? ), penso alla seconda. Padrone del gioco diventa Mattarella.

CUSIMANO: Ho un sospetto/certezza: la sola idea di aprire un confronto tra M5s e Lega si porta dietro, come conseguenza ineluttabile, che almeno uno dei due tra Salvini di Di Maio, debba rinunciare alla presidenza. Serve una dose suppletiva di buon senso

SUNSERI : Come spesso accade a imporci il buon senso saranno gli altri. I pesi massimi sono in campo. Ognuno ha un bel 20 di populisti in parlamento. C’ era l’ illusione di poterli contenere. Ma l’Italia ha fatto vedere che possono arrivare al 50. A questo punto ogni governo giocherà per se e non ci farà sconti

DE BERNARDIS: Io credo che alla fine prevarrà la moderazione , gestita saggiamente da Mattarella! Così avremo un governo istituzionale che cederá qualcosa a Salvini e a Di Maio e che perô non spaventerà né l’Europa nè i mercati

PEPI Un governo istituzionale, concordo. Ma ne faranno parte tutti, vincitori e sconfitti. Con due scopi cruciali :  la tenuta dei conti e la riforma elettorale per avere maggioranze certe da nuove elezioni.

CUSIMANO: Se dovremo arrivare a questa soluzione, che comunque mi sembra prematura, mi aspetterei che tutte le parti in campo, a cominciare dai vincitori, dicessero chiaramente agli italiani perché non vogliono, non possono, non riescono a fare un governo

BERNARDIS: Sicuramente questa puó essere la strada da percorrere dopo una serie di lunghe ed estenuanti trattative. Riassumendo i punti del programma : lavoro (con piccolo aggiustamento del job act), conti sotto controllo, legge elettorale e poi chissà quando, tutti al voto!

SUNSERI C è solo un problema. Il governo istituzionale sarà forte in Italia ma debole a Bruxelles. In questi mesi si disegna l’Europa e noi non ci saremo. Poi però non lamentiamoci se l’ Italia non conta in Europa. Mentre si scrivono le regole noi non ci saremo

CUSIMANO: Amen

PEPI Per favore niente disfattismi. Ce ne sono fin troppi in giro…

HAMEL Un ottimo confronto ma, mi chiedo, siamo sicuri che prevarrà la saggezza ? Mi pare difficile, ad esempio, che i 5Stelle rinuncino a Di Maio presidente perché non sono solo i punti programmatici che qualificano il Movimento ma è, anche, l’idea della guida di un governo che dovrebbe segnare un mutamento epocale. La rinuncia alla pregiudiziale della guida del governo è più plausibile che questo avvenga con Salvini, in quanto la richiesta di guida del governo prima del voto non appariva ostacolo insormontabile che con Di Maio

 

 

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