di LELIO CUSIMANO

Angel Ubide, alto dirigente finanziario, in un suo libro, introduce un concetto molto attuale: il “potere della narrazione”. Sempre più spesso, complici i media, la gente finisce con il considerare alla stregua di verità evangeliche notizie o fatti solo perché ripetuti all’infinito. Con questo nuovo bubbone dobbiamo fare i conti e che si tratti delle classiche fake news o delle più nostrane bufale, sia che si tratti di promesse a due un soldo, la prossima campagna elettorale non annuncia certo una contrazione del fenomeno.

Si potrebbe fare un lungo elenco di esempi; ma tutti – scrive Galli della Loggia sul Corriere della Sera – escludono “una visione dialogica e pluralista della politica” e negano “il rispetto per l’altro che la democrazia richiede”. Tutto questo rende assai difficile il mestiere dell’elettore, lo priva di riferimenti, motivazioni, ideali. Un esempio? Non c’è una forza politica che non affermi, nel proprio programma elettorale, la centralità del lavoro. Non c’è una forza politica, però, che indichi con quali modalità. Non c’è una forza politica, infine, che specifichi dove prendere i quattrini. Rischiamo di andare a votare con la monetina; Bruxelles docet.

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