di FILIPPO RIBISI

vicepresidente nazionale di confArtigianato

Caro Direttore, ho letto con interesse le sue riflessioni dello scorso 15 Maggio e debbo dire che, purtroppo debbo condividere le sue preoccupazioni. ( qui ) Quello che da tempo ribadiamo tutti ai quattro venti,  è che la mala burocrazia vanifica ogni buon provvedimento. E attenzione, come ricordava Lelio Cusimano, sono tantissimi gli esempi di opere incompiute e non solo. ( qui ) Io aggiungo che, non è possibile che i lavoratori dipendenti hanno avuto pagata la cassa integrazione in ritardo a causa di procedure burocratiche che prevedono passaggi assurdi, in un periodo nel quale si parla di lavoro in smart working. Io credo che tanti provvedimenti messi in atto dal Governo,  almeno dai titoli, sembrano buoni provvedimenti; quello che mi preoccupa è che capire meglio come funziona, ad esempio, il credito d’imposta, bisogna aspettare che l’Agenzia delle Entrate emetta il relativo regolamento! E allora mi preoccupo!

Anche perché da un mese si parla di questo provvedimento, entro un mese la suddetta Agenzia dovrà pubblicare il regolamento……… ma avete mai avuto a che fare con i regolamenti dell’Agenzia delle Entrate? La stessa cosa riguarda le Opere Pubbliche: in pompa magna si è parlato del ponte di Genova……. Perché non si parla di Himera, o della Palermo Agrigento o dei 109 miliardi di opere pubbliche ancora non spesi, o delle tante gare d’appalto avviare e non concluse? Perché per portare a termine qualunque provvedimento, sia esso riguardante i lavori pubblici, o i bandi europei, o le casse integrazioni o pur anche i finanziamenti alle imprese con garanzia dello Stato, necessitano tempi che sono fuori dalla realtà? Io credo che questo sia il male peggiore che oggi l’Italia tutta e la nostra Regione in particolare si possa ritrovare, dopo la terribile pandemia. Se non si da priorità alla riforma della Pubblica amministrazione, con l’obiettivo di snellire tutte le procedure e tagliare la migliaia di leggi che ci ritroviamo in più, si riuscirà a bloccare e far fallire il sistema produttivo del Paese;  e per quanto riguarda la Sicilia, credo che siamo messi ancora peggio del resto del Paese.

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