TACCUINO

 di GIOVANNI PEPI

L’ITALIA DEL GOVERNO NON C’È. MA CI SARÀ… L’Italia è in recessione. Come previsto. Il governo non è in allarme. Meno Male. Nei momenti difficili i buoni statisti hanno nervi saldi. Solo che certi argomenti impressionano. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ripete, ai microfoni degli operatori di Sky , quanto le agenzie diffondono da ore. Ha il tono da professore ( del resto è il suo mestiere). Parla della guerra dei dazi tra Usa e Cina come fattore scatenante, della Germania che flette…

delle nostre esportazioni che, di conseguenza, si riducono qui Ha ragione. Solo che dazi e flessione tedesca erano già noti quando il suo governo elaborava la manovra, puntava ad un deficit del 2,4 per cento ( poi portato , in sede Ue, a 2,04) e scommetteva su una crescita del pil all’1,5 ( poi ridotto, sempre in sede Ue, all’). Se tutto era così scontato, come oggi, da professore, spiega, doveva accorgersi prima della cosa ed essere conseguente come capo dell’Esecutivo. O no ?  Aggiunge che lo spread, quello che decide il costo del nostro debito, resta al minimo da sei mesi. I sei mesi” del suo governo, ovviamente. Giusto. Ma potrebbe pure spiegare perché , prima di allora, era quasi la metà qui... In realtà l’Italia che lui voleva non c‘era. Ma si diceva e diceva: “Ci sarà…” E andava avanti… Nei giudizi , il suo vice Luigi Di Maio, ha qualche spregiudicatezza in più. Con i modi da primo della classe, scandisce la sua verità con toni squillanti. Dice alle Tv, e i giornali riportano: “Chi stava al governo prima di noi ci ha mentito, non ci ha mai portato fuori dalla crisi…».qui “…Al governo “ ? Ma la crescita del paese, nei quattordici trimestri precedenti con il segno più , erano calcolati e riferiti da Istat , non dai governi. Trovavano peraltro conferma nei rapporti di Bankitalia, di Eurostat, di Ocse, del Fondo monetario. Mentivano tutti ? Peraltro , in quei rapporti, si dava conto della condizione negativa dell’Italia , perché tutti crescevano ma noi meno degli altri. Su questa differenza, giustamente , dai banchi dell’opposizione, uomini come lui concentravano i loro attacchi. Dunque in quei dati credevano anche loro. Ora non più ? Anche per lui, l’Italia che vuole è diversa da quella  in cui crede e vuol far credere. Ma anche lui dice : quell’Italia non c’è, ma ci sarà , grazie a noi. Restiamo in attesa allora…,. Del resto, anche Matteo Salvini, l’altro vicepresidente, popolarissimo ministro dell’Interno, nel salotto di Floris, a “Di Martedì” , affrontava i giornalisti  con sufficienza. Gli facevano notare quanto le previsioni del suo governo fossero diverse, e più ottimistiche, rispetto a quelle dei maggiori, e più autorevoli, osservatori del pianeta. Lui diceva ”Vedremo…” E va bene. Restiamo in attesa, mentre l’Italia è in recessione, di una Italia che cresce grazie a loro. Meglio se con quel boom annunciato da Di Maio qualche settimana fa.qui Sperando solo che abbia torto Michelangelo quando sosteneva  “ L’attesa è il futuro che si presenta a mani vuotequi  1 febbraio

NON SI PUO’ INGANNARE TUTTI TUTTE LE VOLTE.. I dati dell’Istat sulla produzione industriale sono pessimi. Ma gli uomini del governo non sono in allarme. Si sapeva, dicono. Hanno ragione : si sapeva. Gli uomini dell’opposizione non cambino le carte in tavola. Questa involuzione, dal segno più al meno, è il frutto di una congiuntura planetaria. Di un mondo che cambia, nella geografia della politica e dell’economia. Lo spiega bene Paolo Bricco su Il Sole 24 Ore qui Non c’entrano le politiche del governo. L’Europa va indietro e, come da un quarto di secolo, l’ Italia, nel bene e nel male, va peggio dell’Europa. Ma ora i ministri in carica hanno una responsabilità specifica: mantenere la promessa che continuano a fare di una Italia che andrà meglio per  effetto della “loro” politica, sancita da una manovra che concede più sussidi, pensioni anticipate, più deficit , più debito. Non si può glissare come, pare, voglia fare Giovanni Tria, ministro all’economia. Dice ieri a Il Corriere della Sera : “«Aspettiamo i dati sull’ultimo trimestre 2018. Non vedo una recessione, vedo una situazione di stagnazione». qui Vedremo, appunto.  Ma stagnazione significa non andare indietro. Loro promettono di andare avanti con la crescita. Per questo Matteo Salvini e Luigi Di Maio usano altre parole. Il primo dice “ Faremo il contrario dei governi del Pd: in una situazione internazionale negativa, mettiamo più soldi nelle tasche degli italiani, è l’unica cosa intelligente da fare» qui Il secondo , addirittura, prospetta un boom, termine da noi scomparso ,dopo gli anni ’60, dall’ordine delle cose. Dice: ”..possiamo riprenderci e ripartire alla grande se colmiamo tutto quel divario che c’è tra noi e gli altri Paesi del nord Europa su intelligenza artificiale, blockchain, nuove tecnologie, investimenti su nuove forme di produzione energetica e soprattutto aiuti alle persone in difficoltà” qui Intanto, su pensioni quota 100 e reddito di cittadinanza , il quadro è tutt’altro che chiaro, e vediamo restringersi beneficiari e allungarsi i tempi. Lo spread è quasi raddoppiato nei mesi di questo governo con pesanti aggravi sul costo del debito, i nodi di bilancio sono stati rinviati e i prossimi dovranno partire da decine di miliardi  mancanti per evitare nuovi aumenti dell’Iva…non si vedono nè crescita più lavoro come da promesse.  Così da Torino, in trentamila, lanciano segnali di delusione. L’ondata potrebbe allargarsi se non si fanno i conti con la verità. Riflettano sul monito di Abramo Lincoln che di popolo e di democrazia si intendeva: “Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo.”  qui 14 gennaio

GOVERNO TUTTI INSIEME COSÌ.. SEPARATAMENTE…Ora Giuseppe Conte è leader in ascesa. Ma ha ragione Stefano Folli, quando scrive su Repubblica.“ Non è ancora crisi di governo ..” ma “.. mai come stavolta ci si è avvicinati al punto di non-ritorno.” qui Cambia tutto, tra pesi e misure dentro la coalizione. Conte non è più vice dei vice. Esce dalla “ quasità” come ironizza Francesco Merlo a prima pagina su rai 3 ( 10 gennaio). Solo che , negli accordi di contratto tra Lega e Cinque Stelle, si stabiliva che Conte dovesse essere proprio quello, un “ quasi premier”, a garantire la doppia leadership di Salvini e Di Maio.  Ora più varianti si incrociano fino al garbuglio.  Salvini perde l’esclusiva sulla questione immigrati. Nelle basi dei due partiti crescono le insofferenze ( piú per grillini che leghisti ). I sondaggi segnalano un travaso permanente di consensi da Di Maio a Salvini. Gli ingranaggi si inceppano.  Prima si stava insieme in virtù di un  Contratto tra forze avverse, ora per assenza di alternative visibili. Le fibrillazioni sono progressive. Si sta al governo pensando ad altro.  Matteo Salvini potrebbe rientrare nel “forno” del centro destra cercando per sfornare maggioranze nuove. Ma i numeri non ci sono. Potrebbe aprire la crisi per ottenerli alle elezioni, considerando i sondaggi. Ma l’azzardo è grosso. Caduto il governo, il Capo dello Stato eserciterebbe un forte peso per evitare elezioni anticipate, e ha tutti i numeri per riuscirci: nulla è più forte dell’istinto dei parlamentari a sopravvivere. Poi , si andasse al voto, come finirebbe ? Chi provoca elezioni non è popolare. I votanti faranno fra qualche mese ciò che i sondati promettono oggi? Dovesse vincere il centro destra a guida Salvini , con la Lega primo partito, chi dice avrebbe l’incarico per formare l’esecutivo ? Meno che mai , poi, a rotture e mutazioni è interessato Luigi Di Maio. È già in crisi progressiva di consensi fra iscritti ed elettori. Per lui questo è l’ultimo treno. Non ne passerà un altroAllora ? Allora si va, da qui alle elezioni di maggio almeno. Con strappi e conflitti, modulando e glissando. Già si è dovuto rinviare su leggi per pensioni a quota 100 e reddito di cittadinanza  ( i conti non tornano ancora). La Torino Lione non piace ai cinque stelle. Ma oggi Salvini è in piazza per richiederla.  Le trivelle sono oggetto di discordia. La Lega non vuole accettare lo stop che Di Maio progetta qui Per la Carige Lega e Cinque Stelle pensano a nazionalizzare. Ma Giovanni Tria, ministro all’economia in carica, dice chiaro in parlamento  che  “Una soluzione di mercato sarebbe comunque preferibile…”qui Anche lo spinello, da depenalizzare se terapeutico, è oggetto di discordia con Cinque Stelle per il si e Lega sul no  qui  Il governo resta. Senza decidere . Mentre già la recessione è alle porte , da noi e in europa, come ieri comunicava l’Istat qui Si vanti cosi’. Tutti uniti e insieme. Ma separatamente … 12 gennaio

IL PAPA CERCA PIÙ EUROPA. MA NE TROVA MENO. Quando Papa Francesco,  alla folla dell’Angelus, ricorda i 49 migranti che, in mare aperto, con mogli e bambini, sotto il gelo, a bordo di sea Watch e Sea Eye, aspettano un approdo da tutti negato, scandisce le parole, le mette in rilievo con brevi pause. E alza la voce: “ Rivolgo un accorato appello ai leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste personequi “I leader europei”, dice. E dove sono  ? Le cronache fanno filtrare notizie su spiragli che si aprono e si chiudono. Con la Germania che sarebbe disposta ad “accogliere, purché anche altri…..” Si è al contesto conosciuto di un’Europa che si frantuma e si dissolve, dominata dagli egoismi dei governi nazionali. Ciascuno pensa ai propri elettori. Non c’è un potere superiore , nella Ue, in grado di condizionarli. Così nei paesi d’ Europa. Così in Italia. Qui hanno buon gioco i partiti di governo. E la sinistra è fuori causa. Diciamo come stanno le cose.  Se si è adesso alle risposte sbagliate,  per i migranti sotto il gelo, non è perché al governo ci sono i populisti. I populisti sono al governo perché si è sbagliato quando al governo c’erano quanti ora li criticano.

La migrazione è inarrestabile. Secondo l’ultimo rapporto della International Organization for Migration ( aggiornato al 2015) , sono 244 milioni le persone che vivono in un paese diverso da quello in cui sono nate ( una ogni trenta). Una marea che si ingrossa di decennio in decennio.  Nel 1990 erano circa 153 milioni , pari a circa il 2,9% della popolazione mondiale . Poi  173 milioni nel 2000. E, nel 2010, si era a 220 qui Pretendere di fermarla, come Lega e Cinque Stelle fanno intendere di  volere e poter fare ( pur con diverse sfumature di toni e linguaggi), equivale alla promessa di svuotare il mare.  Fermare no. Ma governare si. Noi italiani, piú degli altri, non dobbiamo ignorare il passato, si dice. Siamo stati migranti , in molti e per molto tempo. E’ vero.  Ma basta leggere il bel libro di Calogero Pumilia ”Ti la scordi la ‘Merica “ per vedere con quanta efficacia ( e durezza) quel fenomeno venisse regolato qui Certo, è cosa ben più complessa  programmare ora, quando , a separare paesi e territori, non c’è un oceano, ma brevi spazi di mare. Ma molto si poteva fare.  I “si” dovuti e giusti, dovevano compensarsi con i “no” necessari. Non si è fatto. O si è fatto con politiche  insufficienti. E quando un ministro di centro sinistra , come Marco Minniti ha cominciato a muovere nella direzione giusta, riducendo sbarchi e approdi , ha dovuto farlo nascondendo il sasso con la mano, per evitare le critiche di quanti, nel suo partito, erano a sinistra da lui. Si è diffusa la percezione di un’Italia invasa. La percezione, certo. Diversa dalla realtà. Secondo il rapporto che si cita sopra, sono gli Usa il paese con più migranti ( 46 milioni ). Subito dopo la Germania ( 12 milioni) , l’Italia è undicesima. Ma la percezione , in una democrazia sempre più mediatica, fa la realtà.

Si sono diffuse rabbia e paura. Che i due partiti populisti hanno intercettato, raggiungendo una maggioranza elettorale che resta inossidabile, anche se , sempre più, un partito diventa opposizione dell’altro.  Ed ora ? C’è bisogno di una inversione virtuosa. Soprattutto di una Europa che cambia verso, in grado di orientare verso politiche sovranazionali gli egoismi nazionali. Dovrebbero far questo, da noi, i “buoni europeisti” . In materia di migranti, con persone che chiedono approdi sotto il gelo, più che contestare il governo , dovrebbero, come il Papa chiede, sollecitare una diversa Europa, magari proponendo un patto in tal senso tra opposizioni e maggioranza.  Ma non lo fanno. Si cercano illusori vantaggi di politica interna. E resta il vuoto di sempre. Per fronteggiare la migrazione, il Papa chiede più Europa.  Ma ne trova sempre meno. Anche le sue parole meriterebbero qualche ascolto in più. E invece ne trovano  sempre meno. 7 gennaio

IL SOGNO DI MATTARELLA NELL’ITALIA SGRANATA Sergio Mattarella, nel discorso di fine d’anno, sfonda l’audience nei social QUI Parlava , come sempre, tra familiari stelle rosse di Natale e antichi arazzi, mobili dagli intarsi dorati e, quest’anno, pure  il disegno di un ragazzo autistico ( qui accanto la foto ) . Ma il tono sembrava diverso. Rallentava il ritmo, allungava le pause, scandiva con evidenza, quando insisteva, sul paese che vorrebbe.  una comunità..” in cui “pensarsi dentro un futuro comune, da costruire insieme..” . Dove  “..essere rispettosi gli uni degli altri.” E dove si rifiuti “l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore ” QUI Non siamo a questo oggi. Nella politica si è a un magma che non si consolida. Non si vede il punto di arrivo. Rivoluzione elettorale il 4 Marzo, poi compromesso, imprevisto e imprevedibile, tra forze avverse, Contratto di governo, con promesse di rotture grandi, avanzate e retromarcia contro l’Europa. Ma lo Stato delle Cose che questo blog tenta di tracciare mette in luce molto andazzo e poche novità. QUI Non che non cambi nulla. Meno migranti sbarcano. Piaccia o no, c’è più attenzione su sicurezza e questione criminale. C’è più statalismo ( vedi Rai e Alitalia)…. Ma i reati flettevano anche prima, quando al governo c’erano “gli altri” e non “loro”.  Come ,anche prima., flettevano gli sbarchi.  Ma il punto è un’altro. Quando loro rinfacciano agli “ altri”, e gli “altri “ a loro, un’Italia con l’economia peggiore in Europa , si è a un contesto che dura da un quarto di secolo almeno. Lo dimostrano uomini  come Salvatore Rossi  QUI e Mario Draghi QUI E al potere , nel periodo , si sono alternati governi di centrodestra e centrosinistra. Per cambiare sarebbero urgenti scelte radicali nell’economia. Non se vedono i segni. La “manovra del popolo “ sceglie , come prima, più debito e più deficit con vantaggi più illusori che reali. Qualche sconto fiscale per pochi, ma le tasse nel complesso aumentano. Si andrà in pensione prima nei prossimi tre anni ( e poi ?). Disoccupati e poco abbienti intascheranno qualche reddito  in più per diciotto mesi ( e poi ?). Intanto l’economia è prossima alla recessione . Il governo promette un grande balzo. Però concorda con la Ue la previsione di un tasso di crescita  ( uno per cento) QUI , inferiore a quello raggiunto del governo precedente ( 1,5 %). A Sud nulla di nuovo. Servono investimenti per la crescita, spinta verso l’industrializzazione, non sussidi. Invece si insiste in questi, non favorendo l’intraprendenza ma assecondando la voglia di dipendenza e le inclinazioni peggiori dei meridionali.

Se la politica è magma in movimento, non chiaro , anzi contraddittorio e instabile, appare il sentire degli Italiani. Cinque Stelle e Lega hanno il favore della maggioranza piena, ma le posizioni si invertono rispetto al voto Marzo perché i primi perdono consensi, e di molto , rispetto alla seconda. Dalle intenzioni di voto, si ha l’idea di un governo forte ma Demopolis accerta che uno su due è preoccupato dello spread in aumento che è proprio il principale effetto della sua politica. QUI  Secondo Demos, solo il 34 % degli intervistati pensa che il 2019 sarà “migliore”, l’ottimismo per il nuovo anno risulta dimezzato rispetto alla fine del 2017.QUI Sondaggi autorevoli trovano gli italiani sempre più favorevoli all’euro (più 12 per cento ) QUI Ma l’uomo politico più apprezzato è Matteo Salvini che contro l’euro manifesta le idee più esplicite. Cosi è l’Italia…. Un magma che non si consolida e muove esplodendo tra contrasti sociali e rabbia, spruzzando proprio “..l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore” . Mattarella lo sa bene e sollecita inversioni virtuose. Sostiene le ragioni dei deboli, ricorda i cinque milioni di immigrati che vivono bene da noi e per noi, contesta la compressione del ruolo del Parlamento, critica la tassa sul volontariato, ricorda l’Italia buona e fa capire che non sarà inerte nel valutare deviazioni e devianze che portano lontano da quella ” comunità da costruire insieme…”. E’ un sogno il suo ? Può darsi. Ma va condiviso e sostenuto. Anche perchè, come diceva Nelson Mandela, un sogno può diventare realtà. Ma sono necessari uomini che siano capaci di sognare. 2 gennaio 

 A NAPOLI, GIOCATTOLi  IN  SOSPESO, BELLE GOCCE NELL’OCEANO… A Napoli, per il terzo anno, si è al giocattoli sospesi . Commercianti che si organizzano per farli arrivare nelle case di chi non può acquistarli. I clienti li comprano e li lasciano ai negozianti che poi li distribuiscono. Si era cominciato con il “ caffè sospeso”. Ora si va più in alto. Rosario Ferrara, tra i venditori che hanno promosso la cosa, è soddisfatto. Mi dice “ Benissimo il primo anno. Poi un piccolo calo. Quest’anno si è con il vento in poppa. Quasi sessanta pezzi in appena quattro giorni” E’ giusto mettere in rilievo iniziative come queste. Nelle grandi crisi , diventano importanti i piccoli gesti. Di povertà si parla molto, e giustamente. La questione è pesante. Non perché le cose non cambiano. Ma perché i cambiamenti sono lenti e insufficienti. In Italia, per esempio, i poveri , secondo Istat, fortunatamente , flettono, come l’altro giorno annotava l’Avvenire”,, quotidiano cattolico,  lodevolmente più attento di molti altri al problema ( QUI ) Ma restano molti, troppi. Nel pianeta,  invece,  vediamo dei rovesci. La fame è di nuovo in aumento. Dopo una flessione che faceva ben sperare oggi,  come si riassume nel sito di Focus, 821 milioni di persone non hanno da mangiare in misura sufficiente, anche se poi l’obesità avanza QUI E molto non funziona, in questo nostro mondo, se assistiamo impotenti al fenomeno che un terzo del cibo si spreca( QUI ) Ma le questioni nazionali e planetarie irrisolte, si  contrastano pure con i comportamenti di ogni giorno. Nel caso si accelerassero, come è giusto succeda, le distanze indecenti fra chi sta bene e chi soffre, ci sarà sempre bisogno di solidarietà operosa da parte di tutti.   Perché è giusto. E perché conviene. Più ponti e più strette di mano frenano la rovinosa violenza che può devastare il pianeta. C’è un aforisma bellissimo di Santa Teresa di Calcutta…..Ci diceva ” Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno..” (QUI ) Ciascuno faccia qualcosa perché l’oceano abbia sempre una goccia in più 18 dicembre 

RIFORME DELLE ISTITUZIONI COSÌ , STRADA FACENDO … ,Sabino Cassese  denunciava, lunedì scorso, su Il Corriere, la contraddizione tra gestione e impegni dei due partiti al governo. Nel “Contratto”, scriveva, hanno promesso, di «avvicinare le decisioni pubbliche ai cittadini» e invece.fanno il contrario. Intese nelle segrete stanze, documenti generici e mutanti in parlamento, mozioni di fiducia per troncare il dibattito. Ha ragione. Ma non del tutto. Nella politica delle istituzioni , Cinque Stelle e Lega non hanno mai nascosto propositi riformisti, talora o spesso radicali. Già Beppe Grillo,  il leader massimo prometteva agli italiani : “ Rivolteremo la Camera e l’apriremo come una scatoletta di tonno ” ( QUI ) Gianroberto Casaleggio, grande ideologo e regista , preannunciava  “Se introduciamo la democrazia diretta non abbiamo più bisogno di partiti.( QUI )  Ora ll figlio Davide  definisce “inevitabile” il superamento della democrazia rappresentativa prevedendo la “inutilità delle camere tra qualche lustro”. ( QUI )  “Tra qualche lustro” .Forse si vogliono anticipare i tempi. Anche la Lega non ama lo stato delle cose. Anzi. Giancarlo Giorgetti, plenipotenziario al governo, al meeting di Rimini di “Comunione e Liberazione”, diceva che una “..riforma dell’istituzione parlamentare è indispensabile». Spingendosi a proposte non dissimili, ma più radicali, di quelle che Matteo Renzi aveva tentato e che la Lega aveva bocciato, con il pesante no al referendum. Il plenipotenziario di Matteo Salvini parlava infatti di elezione diretta del capo dello stato, di riduzione di una camera , di dimezzamento dei parlamentari ( QUI ) Poi, sabato scorso, lo stesso Salvini , imboccava una scorciatoia suscitando qualche brivido. Chiedeva alla piazza acclamante un “mandato pieno” per trattare con la Ue. Non si rivolgeva al parlamento, al presidente del consiglio, ai colleghi di governo. Ma ai “suoi “ manifestanti  che elevava a rappresentanti di sessanta milioni di italiani”… ( QUI ) Decideva poi un vertice con le associazioni di imprenditori e commercianti, per parlare della politica economica, rendendo in decifrabile per i cronisti politici in quale ruolo lo facesse. Quello di capo partito, di ministro dell’Interno, di vicepremier o di candidato premier ?  E’ dunque  vero, caro Cassese , Cinque Stelle e Lega promettevano di “avvicinare i cittadini alle decisioni pubbliche”. E , “coerentemente”, adesso  procedono a modo loro. Non ci dicono qual’è il progetto. Lo realizzano nei fatti. Scegliendo per decidere ora una stanza, ora una piazza, ora un vertice Certo, guidano il “Governo del Cambiamento”. Ma sanno quanto è difficile governare il cambiamento  delle istituzioni stando dentro le regole . Così lo fanno scivolare, senza proclamarlo, dal di fuori12 dicembre 

LE CHIESE DI MATTEO SALVINI Leggo su Twitter un post di Matteo Salvini.. Scrive : “ Una parte di chiesa che fa politica, c’è una parte di chiesa che invece mi chiede di non mollare. “ E questa seconda parte non “fa politica “? Si dedica solo agli esercizi spirituali ? 4 dicembre 

PD FUORI DAL GOVERNO..E DALL’OPPOSIZIONE Le ultime dal pd dicono che il congresso slitta. Al 3 marzo forse. Ci sarebbe il tempo di insediarlo per poi pensare alle elezioni. Con quali programmi ? Silenzio. Intanto le dee sul nuovo segretario sono confuse. I sondaggi danno Zingaretti in maggioranza.Incerta la candidatura di Minniti. Sull’ex ministro degli interni sarebbero divisi i seguaci di Renzi. Forse Orfini e Del Rio preferirebbero la candidatura di Mattina…uomo che ama l’unità. Chissà… ( QUI )  Insomma, si è fermi. Ma nella società le cose si muovono. Goffredo Buccini, su Il Corriere, parla di “opposizione fai da te.” Ha ragione. Diecimila persone a Roma, trentamila a Torino scendono in piazza senza bandiere di partito. Nelle richieste muovono su profili diversi . A Roma si vuole efficenza e decoro urbano. Gridano: “ “Nun te Raggi più” . Con slogan così: “il vento è cambiato e sa di mondezza”. Oppure “Basta movida, basta monnezza, torni a Trastevere la sua bellezza” ( QUI ) A Torino , scelgono il colore arancione , per marcare la voglia di un’economia in crescita. “Vogliamo dire sì agli investimenti su eventi artistici, sportivi, culturali. Vogliamo dire sì alla Tav, alla metropolitana, a una città sicura ed efficiente, attenta alle persone nella gestione dei servizi pubblici». Questo dice Patrizia Ghiazza, una delle «madamine», le chiamano così , organizzatrici ( QUI  ) Diverse nelle richieste, si muovono con lo stesso segno. Non sono soddisfatti di sindaci governi. Non fanno schieramento, sono contro le cose che fanno. O meglio che non fanno. Carlo Calenda, leader autorevole ,e competente, del Pd avverte l’insidia.  Dice in una intervista a Il Messaggero: “Ciò che è successo a Torino è importante e significativo: c’è una maggioranza silenziosa, senza bandiere di partito, che non ne può di chi vuole frenare lo sviluppo, pone veti, fa promesse irrealizzabili come il reddito di cittadinanza. I 5 Stelle sono dei fanfaroni buoni solo a dire dei vaffa. Quando devono governare fanno disastri»….. “ Ma quando gli chiedono se questa maggioranza silenziosa vota almeno in parte Pd ? Risponde: «Non lo penso. Tant’è che non è affatto detto che quando si andrà a votare a Roma vincerà il centrosinistra. Bisogna avere idee, proposte, entusiasmo e soprattutto candidature serie» ( QUI ) Ha capito tutto Calenda. Si è per il Pd a un duplice guaio. Le elezioni lo hanno estromesso dal governo. Le nuove proteste di piazza lo estromettono dall’ opposizione. 14 novembre  

“LA QUADRA DI DI MAIO..TRA CAMBIAMENTO E SOMIGLIANZE. Sul “Cambiamento “ del governo in carica la disputa è forte.  Certo, ci sono novità nei toni e nei modi. In materia di migrazione e sicurezza, per esempio. Ma basta ? Per capire quanto cambiano i fatti, i tempi di verifica non sono brevi . Vedremo. Non è male però valutare, insieme alle novità, certe somiglianze col passato. Annotiamo allora. Primo punto: Il Sud. Si scrive qui sotto. È un fattore di massima diseguaglianza. Per crescere servono investimenti non sussidi. Luca Bianchi , direttore dello Svimez fa i conti. L’effetto dei primi sullo sviluppo è quadruplo rispetto ai secondi QUI Ma si prospetta un reddito di cittadinanza che amplia la misura dei primi, ma, invece, una spinta forte sui secondi ( qualcosa c’è, ma si è alle briciole”. Come sempre.  Secondo punto: le nomine. Si promettevano trasparenza e merito. Ma , dal’ agenzia spaziale alla Rai,  con nomine e rimozioni, non pare le cose vadano così . Si parla del metodo non delle competenze dei nominati  o delle colpe dei rimossi. Ci saranno le une e le altre . Ma perché non metterle in chiaro ? Ciascuno potrebbe controllare e valutare. Invece si seguono percorsi imperscrutabili , rendendo fondato il sospetto che a prevalere siano le ragioni dei partiti di governo. Così adesso, così prima. Terzo punto : il ricorso al decreto. Da quello “Dignità  all’emendamento sulla  prescrizione, non sono chiari i casi “ straordinari di necessità e urgenza” che la Costituzione richiede all’articolo 77. QUI Si aggiunge , poi, la stranezza di trovarle in una materia come la prescrizione, inserendo una norma che dovrebbe avere vigore fra un anno. Dov’è l’urgenza ? Siamo al rimedio sbagliato per una esigenza giusta. Le lungaggini parlamentari sono inaccettabili. Una riforma è necessaria per superarle. Ma non se ne parla. Si imbocca , invece, la scorciatoia dell’uso dei decreti. E si è all’abuso. Facevano così anche i governi precedenti. Nella difficoltà di trovare una intesa sulla prescrizione il vicepremier Di Maio diceva ai giornalisti: “ Bisogna trovare la quadra..”. QUI Termine che non significa nulla. Gianfranco Bordin, su Radio radicale, ricorda trattarsi di una abbreviazione di Umberto Bossi. L’espressione di riferimento era “quadratura del cerchio”, ossia accordo difficile , quasi impossibile… Siamo al linguaggio di Bossi, come un quarto di secolo fa. Ancora somiglianze con il passato. Non solo nei fatti. Anche nelle parole. 11 novembre 

SI VOLTANO LE SPALLE AL SUD. Un coniglio bianco esce dal cilindro del governo.  Si chiama “Investitalia”  Ne parlava già Giovanni Tria, ministro all’economia, qualche mese fa. Ora il presidente  Giuseppe Conte da corpo alla “cosa”. Per spendere meglio nuovi fondi ( non molti ) e fondi vecchi impantanati nella burocrazia ( molti di più). Diariodelweb elenca puntigliosamente gli obiettivi ( QUI ) Ma non si dice se al Sud sarà data priorità. Dubitiamo. Se ne parla poco, o nulla, nelle dispute su sussidi e favori fiscali, pensioni e cittadinanze nuove. Eppure due fattori cruciali indurrebbero a darla. Primo, l’equità sociale. Il dualismo tra territori , in  Italia,  è massima diseguaglianza. Come scrivevamo , Il Sud è ancora un terzo del paese ( con 21 milioni di residenti) , produce meno di un quarto del reddito, da lavoro a una persona su quattro rispetto a una su due del centro nord. E’il polo di sottosviluppo più popoloso in Europa, con la maggior quota di poveri e da esso  emigrano 100.000 persone l’anno.Un esodo. (QUI ) Il secondo è politico. Parte proprio dal sud, la rivoluzione elettorale del 4 marzo scorso. L’istituto Cattaneo la analizza nei dettagli . I Cinque Stelle ottengono il 47,3 % alla Camera, il 46,6 al Senato. Ben 15 punti in più rispetto al dato nazionale. Un plebiscito. La Sicilia e la Campania sono le regioni in cui il M5s ha conseguito il risultato migliore.QUI Ma una priorità per il Sud non si vede. Benchè non manchino buoni argomenti e circostanze. Mario Draghi, da governatore della Banca d’italia, al quale non sono certo imputabili debolezze meridionaliste, diceva con chiarezza: ”Senza il Mezzogiorno I’ltalia non ha futuro, abbiamo tutti bisogno dello sviluppo del Mezzogiorno”. ( QUI ) Ma senza investimenti non c’è futuro. Servono al Sud più di ogni altra cosa. . La  Svimez ha fatto conti. Ce ne parla il direttore Luca Bianchi nell’intervista a questo blog.: un euro investito aumenta il reddito di 1,37, un euro per favorire i consumi solo di 0,19 centesimi. (QUI ) Nè mancano buone norme per la nuova Investitalia . Come ci ricorda Gaetano Armao, assessore all’Economia in Sicilia , una legge vincola al sud un terzo degli investimenti pubblici ( speculari al terzo di popolazione ). ( QUI ) Le scelte però non si vedono. Per il Sud il “Cambiamento” non cambia molto. Anzi, con il reddito di cittadinanza, si perpetuano vecchie politiche di assistenza senza sviluppo. Se è così…Ne parliamo per scrupolo. Senza illusioni né perorazioni. Non ci piace il meridionalismo piagnone. Ma ricordiamo pure  Domenico La Camera,  meridionalista siciliano , quando diceva: “ Basta con il pianto. Solo che, però, non si può ridere” 2 novembre 

E ORA , A SINISTRA , AUTOCRITICHE SUI MIGRANTI..Adesso, sulla immigrazione , a sinistra, cominciano le autocritiche. Giuseppe Sala, sindaco di Milano, usa parole molto chiare nell’intervista a  Mario Giordano, nelle colonne de La Verità. Dice : “Bisogna distinguere chi arriva dal continente nero dagli altri stranieri. I primi sono il vero problema. Sul tema la sinistra ha sbagliato tutto. Dobbiamo pensare qualcosa di simile alle quote.”QUI  Ha  ragione. La destra sbaglia quando pensa e fa pensare che il fenomeno può essere rimosso. Basta leggere un informato articolo su La Stampa. it. Il fenomeno è inarrestabile. Per Organization for Migration coinvolge 244 milioni persone, più del 3 per cento della colazione mondiale. Nel 1990 era il 2,9 QUI Ma se non si può evitarlo bisogna governarlo. Il che significa una politica di accoglienza e integrazione , sapendo coniugare i “giusti sì” e i “necessari no”. La sinistra , invece, per troppo tempo ,ha dato l’impressione che si potesse, anzi si dovesse, accogliere tutti. Fino a quando non giunse un ministro dell’Interno come Marco Minniti che cominciava a cambiare registroQuindi Sala ha proprio ragione “ Si è sbagliato tutto” Non si capisce perchè, per dirlo, si è aspettato che i populisti conquistassero il potere. Quando il sindaco di Milano dice queste cose, si potrebbe dire che era ora. Solo che l’ora, per sinistra e Pd, è passata 22 ottobre

LA MANOVRA E I CONTI SUI POVERI...Ma è possibile che i conti, con questo governo, non tornano mai ? Consideriamo un dettaglio ( ma dietro i dettagli, come è noto, si nasconde sempre il diavolo ). Scriveva ieri, su La Stampa, Paolo Baronii, cercando di capire quanti destinatari avrà il reddito di cittadinanza, da cui gli stranieri sono esclusi :… “stando agli ultimi dati comunicati al Parlamento dall’Istat, si contano ..un milione e 778mila famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, per un totale di 5 milioni e 58 mila. Ma di questi ben 1 milione e 609 mila sono stranieri: 903 mila residenti al Nord, 381 mila al Centro e 325 mila al Sud. La platea dei potenziali beneficiari dei 780 euro promessi dai grillini scende così a quota 3,45 milioni, anziché i 6,5 sbandierati domenica. ” Baroni ha ragione, ma probabilmente Luigi di Maio non ha torto. Chi lo dice che L’Istat riesce a contare tutti i poveri ?. Ce ne sono più di quanti non si veda.  Anzi Marco Oliverio  che, da buon biologo, Sto arrivando! andare a fondo nelle cose della vita scrive : “I poveri sulla Terra non ci stavano tutti quanti. il Regno dei Cieli è nato per motivi logistici..” QUI 17 ottobre

IN GERMANIA GLI ANTI/UE NON SFONDANO… In Germania gli anti Ue non sfondano. I democristiani della CDU si spostano a destra. E crollano. Ora, in Italia, Luigi Di Maio invoca un terremoto politico dall’Europa per essere aiutati contro l’Europa. Terremoto sarà ? Intanto pare proprio che gli italiani non  lo vogliano. Luca Ricolfi  pone la questione su Il Messaggero. Citando un sondaggio dell’  Ipsos di Nando Pagnoncelli . Che è sorprendente ma sorprende poco. Come riferisce Libero. it, se dovessimo pronunciarci se uscire o no dall’euro , la maggioranza assoluta (54%) voterebbe per rimanere ..” , Passano , poi , dal 34% al 27% quanti vorrebbero il ritorno alla lira. QUI . Ricolfi critica un  bifrontismo sempre più smaccato di Lega e M5S . Dicono di volere l’Euro, ma fanno di tutto, per provocare una crisi finanziaria che dall’euro ci porterà fuori. Si sarebbe così’, per l’autorevole editorialista, all’amaro paradosso di “..infliggere alla maggioranza degli italiani quel che non vogliono (il ritorno alla lira) e arrivarci in nome del popolo sovrano.” QUi  In realtà Salvini e Di Maio sanno bene che gli italiani , in maggioranza , vogliono l’euro. Per questo si muovono da acrobati , un po fuori , un po dentro, un passo a destra sul filo,  un passo a sinistra. Sperando poi che l’Euro imploda, per volontà popolare, al rinnovo del parlamento nel prossimo maggio,. Ma anche qui gli sbocchi sono incerti. Se più italiani vogliono l’euro, sia pure con l’euroscetticismo che s’avanza, la volontà è più forte tra gli europei. Euronews.it da conto  di uno studio del parlamento di Strasburgo sugli umori nella comunità. Prevalgono gli eurocontenti  “. La media Ue è del 60%, record dal 1983, con i lussemburghesi a guidare la lista .. l’85% della popolazione, seguiti da irlandesi ( 81% ) POI tedeschi e olandesi (79% ) QUI Se è così, quanti in Italia remano contro l’Europa non avranno una mano dall’europa. Come dimostra il dopo Brexit, è diffusa l’idea che è meglio vivere con la Ue che non senza. Su Europa e Italia,  Linda Basile su Aspenia on line,  scrive che il sentimento italiano ha fasi contraddittorie :  da un lato, l’Unione Europea e le sue istituzioni sono percepite come una realtà consolidata, dall’altra parte gli egoismi nazionali e l’euroscetticismo tendono costantemente a emergere..” Ma , alle  strette tra dentro e fuori, scelgono di star dentro come Nando Pagnoncelli accerta. Si ragiona come nell’aforisma pubblicato su (Fragmentarius) “ Italia fuori dall’Euro? Cadremo nel baratro. Ma per un attimo ci sembrerà di volare..” QUI 15 Ottobre 

E MATTARELLA COSTRETTO A SPIEGARE.. La manovra va avanti, tra approvazioni preliminari e annunci, sfide e contrasti. Si parla molto. Di concreto ancora vediamo poco. Aspettiamo il passaggio dalle ombre alle norme. Intanto il governo è sempre più solo tra istituzioni e autorità tecniche. Di giorno in giorno aumentano le bocciature. Dicono “no” Bankitalia e Ocse, Fondo monetario e Unione Europea, Corte dei Conti e ufficio parlamentare di Bilancio. I due “ presidenti “ , ossia Luigi Di Maio e Matteo Salvini ,di cui Giuseppe Conte appare sempre più il “ vice “ (o giù di lì) , di tanta solitudine appaiono orgogliosi.  Dicono: “Indietro non si torna”, “ Più ci combattono e più ci compattano”. E sia. Hanno finora il favore dei sondaggi e del voto.  Vanno avanti. Al capo dello Stato non resta che “spiegare “ la Costituzione. Con tono pacato e fermo. Parla agli studenti ma vuol essere sentito da loro . Soprattutto, credo, quando dice che il potere di chi governa va condiviso, che ci sono autorità tecniche che valutano nell’interesse di tutti, urne e politica  a parte.  Arrivando al dunque : “ La storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere”. QU Questo dice. Ha tutte le ragioni. Ma i due massimi governanti non sembrano ascoltarlo. Il “popolo” è dalla loro parte. Chi vuole criticarli , si candidi alle elezioni con proposte diverse dalle proprie.  Ma Il potere è loro. La solitudine è ragione di orgoglio. Il rispetto delle promesse elettorali è massimo di democrazia.  Vadano avanti. Soli alla meta. Magari dedicando qualche lettura a quanti sulla solitudine hanno  riflettuto. Come la scrittrice Colette  che scriveva un aforisma da citare: “Ci sono giorni in cui la solitudine è un vino inebriante che ti ispira libertà, altri in cui è un tonico amaro, e altri ancora in cui è un veleno che ti fa sbattere la testa contro il muro.” QUI 12 ottobre 

 

GLI STUDENTI NON CAMBIANO Studenti in corteo a Roma. Come negli trascorsi. Malgrado i governi nuovi e i contesti politici mutati. Gli stessi slogan per i diritti allo studio ,gli stessi volti coperti, la stessa assenza di proposte. Gridano : ” Chi ha paura di cambiare ? Noi no”. E allora perché loro non cambiano mai ? 12 ottobre

MANOVRA , FINTI DIALOGHI , FALSI COMPLOTTI COMPLOTTI. Sempre più strano il contesto politico in questa Italia. Tutto si muove tra il dramma e la farsa. Al modo di Ennio Flaiano. “ La situazione è grave ma non è seria. “ Lo spread sfonda il muro dei 300 punti, le borse crollano, la ripresa dell’economia rallenta, le banche cadono negli incubi, l’Europa è in allarme e ci chiede marce indietro. Di Maio e Salvini fanno sapere che indietro non si torna.  Si grida al complotto ordito da grande finanza, grandi investitori, grandi giornali. Così Luigi Di maio “ non si preoccupa “ per lo spread e il resto. ( QUI ) Fico presidente della Camera, ora “mediatore “ a Bruxelles, ai microfoni di Radio Radicale, già alle 8 del mattino, insiste sui margini del dialogo. Lo chiede, non senza enfasi, anche Luigi Di Maio. E’ conciliante. Persino pacato.  “Se c’è una volontà di dialogare con questo governo, noi siamo i primi: ci accampiamo a Bruxelles e gli spieghiamo tutto quello che vogliamo fare( QUI ) Strana concezione di dialogo. Ci si incontra non per parlare gli uni e gli altrii ma solo perché gli  uni siano sentiti dagli altri. Ma Di Maio è rassicurante. Dice ” Ho sempre detto che noi , come governo, non vogliamo lasciare l’euro e la Ue”, (  QUI ) Forse sperando che siano Euro e Ue a lasciare lui , ritenendo scontato un “terremoto politico “ alle elezioni del prossimo maggio da cui vuol trarre grossi vantaggi politici nella leadership ( QUI ) Speranza che condivide con Salvini. Il quale , per ora,  preferisce salire sulle barricate. Dice. “ Se volessi pensare male , direi che dietro lo spread di questi giorni c’è una manovra di speculatori alla Soros che puntano al fallimento di un Paese per comprare le aziende sane rimaste, a prezzi di saldo..”  (QUI ) Non so che informazioni ha lui. Il guaio è che , di questo passo, ci riusciranno sul serio. E peggio per noi.10 ottobre 

VERSO UN FRONTE EUROPEISTA Gentiloni vuole andare alle urne con un fronte da Macron a Tsipras per sostenere la Ue. Salvarla poi cambiarla. Su Radio Radicale, nel la rassegna stampa di oggi, Marco Cappato si chiede se non sia  meglio una intesa subito sul “come”. Per ” salvarla cambiandola “. Ha ragione. I due tempi richiedono sempre un intervallo. Così dal voto si andrebbe al vuoto. Dal nulla , con i tempi che corrono, può nascere di tutto. Il tempo perduto a cercare le costruzioni migliori può accelerare le distruzioni peggiori.. ( 7 Ottobre ) 8 ottobre

PD, I PIEDI NELLA PIAZZA. CON QUALI IDEE NELLA TESTA ? Il Pd pensa ad una manovra ombra, alternativa a quella proposta dal governo. Era ora. A leggere Tpi-it ( QUI ) proporrebbe un assegno unico di 240 euro al mese per ogni figlio minore a carico, la possibilità di detrarre l’affitto della casa in misura uguale a quello dei mutui e una pensione di garanzia per i giovani che andranno in pensione con contributivo . La mossa è giusta. E’ sterile criticare un governo dalla mattina alla sera, senza dire che cosa succederebbe se al governo fossero loro. Ma oggi è un’altro. La crisi del Pd è legata ormai a un vuoto di cultura e di visione. Aspirano alla ripartenza. Ma verso quale approdo ?  Cosa distingue il  prima dal dopo ? Da Gentiloni a Renzi, finora ,  ci si è mossi su riforme che coniugano liberismo e socialismo : crescita spingendo le imprese private  ( dal job act , industria 4.0 ), redistribuzione sociale dei suoi effetti ( 80 euro , tredicesima ai pensionati, reddito di inclusione ai poveri ) E ora ? Da liberismo e riformismo a nuovo statalismo ? O cosa ? Non si dice. Quali progetti  ,poi, se si  acuisce il dualismo territoriale con  record di poveri a Sud e  pieno dei voti al M5S tra proteste e rabbia crescenti ? Anche qui si pensava allo sviluppo sostenendo le imprese . Con Gentiloni , in giro per il Mezzogiorno, che diceva : “ Mai come oggi conviene agli imprenditori di investire al Sud..” Era vero ? Si vuole mantenere quella linea o cambiare . E come ? Su questo non ci sono risposte. Non nell’ultimo meeting di Roma, con tante bandiere al vento. Non nelle aule del parlamento. Non nelle assemblee di partito che si ripetono per incontrare “la gente”. Dopo la folla di Roma, Maurizio Martina poteva dire a La 7 : ’Assolutamente soddisfatto, tanta gente, una bella piazza fiduciosa e combattiva. Forse dovevamo fare di più sul versante del disagio ( QUI ) Dovranno ancora farlo. Ma come ? Statalismo in salsa italiana. O riformismo di stampo europeo ? Non si vede.  Si ritrova il gusto di mettere i piedi nella piazza. Ma non ci sono ancora idee chiare nella testa ( 4 ottobre )

 

SPRECHI E PAROLE Leggo su Il Fatto che Luigi Di Maio promette: “Massicci tagli agli sprechi”. ( QUI ) Il ministro si ripete. Ma non dice mai nulla dei dettagli. Così degli sprechi da tagliare si sanno poche cose. In compenso si sprecano molte parole…( 4 ottobre )

IN EUROPA A MODO LORO A quanto pare hanno sbagliato i calcoli. Il deficit a 2,4 non basta. Giuseppe Conte Matteo Salvini e Luigi Di Maio tirano dritto. Lo spread schizza. Non vogliono rompere con Europa ed Euro. Ma stanno dentro modo” loro”. Poi il conto lo paghiamo ” noi”….( 2 Ottobre )

RAI, LORO COME GLI ALTRI, GLI ALTRI COME LORO Cronisti politici ben informati,  da Tommaso Labate su Il Corriere ( QUI  ) a Emilia Patta su Il Sole 24 Ore ( QUI ) , scrivono che , per la Rai, Forza Italia potrebbe dare via libera alla presidenza di Marcello Foa, platealmente bocciata qualche mese fa. Cosa succede ?

Foa dà garanzie diverse su riforme e modelli di gestione della maggiore industria culturale del paese ? Niente affatto. Si sarebbe a un patto di scambio per ricondurre ad unità il centro destra nella prospettiva delle prossime elezioni regionali.  La Rai al servizio dei partiti. Come sempre. Il “Cambiamento” non cambierà nulla. Eppure non poche innovazioni sono necessarie. In generale, intanto, perchè l’ “Informazione”, fra turbolenze on line e fake news, abusi fiscali e globalizzazione crescente, crisi e riequilibri  tra forme e linguaggi, ha bisogno di riforme  in grado di tutelare il cittadino e consolidare una democrazia minacciata. Poi, nel particolare , la Rai deve trovare quell’ identità  proclamata sempre tradita. E’ servizio pubblico ? Per le istituzioni, per far crescere  la conoscenza ? Ma da sempre è al servizio dei partiti, del loro interesse privato. Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, si spiega a modo suo. I critici strepitano , dice,  perchè gli si è “..tolto il giocattolo” QUI Non ha torto. Ma ora che  il giocattolo è in mani diverse si giocherà allo stesso modo ? Luigi Di Maio, l’altro vicepresidente, dice che deve prevalere, alla Rai e nell’Amministrazione pubblica , la “meritocrazia” sulle raccomandazioni QUI Ottimo proposito. Non è il caso di legare a riforme cosi’ importanti ( e audaci) il rinnovo dei vertici ? Si resta, invece, oggi come ieri, a logiche di scambio e a un “Cambiamento “ senza cambio. Ma nulla cambia da nessuna patente. Questa spartizione vedrebbe Forza Italia, partito di opposizione, patteggiare con la Lega, forza trionfante della nuova maggioranza, con l’assenso di M5S.  Il Pd grida ma non propone alcuna alternativa di sistema. Vale , anche nel caso della Rai, quel che scriveva Antonio Polito qualche mese fa. Nessuno dell’opposizione, vuota di proposte , può essere così ingenuo “.. da attaccare i nuovi potenti gridando, ad ogni scandaletto o inchiesta giudiziaria: ecco, vedete, sono come gli altri, senza accorgersi che ‘gli altri ‘ sono loro..”QUI 15 settembre 

GOVERNO,  BILANCIO PUBBLICO EBERTOLDO Giovanni Tria è fermo. Elegante, sobrio, abito scuro, cravatta scura , camicia banca, ai microfoni di radio e tv , parla come veste: “ “Ripeterò quello che ho sempre detto, che è quello che sarà fatto. “ Questo dice QUI Lo ripete ai ministri dell’eurogruppo nella riunione di Vienna. Lo farà ..? Non dipende da lui . I mercati gli credono. Nella stessa direzione, da quel che sanno i bene informati, muovono le pressioni di Mario Draghi, presidente della Bce. La febbre da spread si raffredda come dicevamo… QUI Ma le cose restano né semplici né chiare. Si parlano lingue diverse tra lui e i due vicepresidenti. Si dice ( fonti del governo a Reuters ) che Tria , quando promette di fare ciò che ripete , pensa a un livello inferiore al 2 % QUI Matteo Salvini , invece,   pensa si debba “sfiorare il tre per cento ” senza sforarlo. ( QUI ) Ed è piu’ rassicurante , in una intervista a Il Sole 24 Ore , quando afferma che vogliono presentarsi in Europa : “con una legge di bilancio seria che faccia crescere l’economia di questo Paese, nel rispetto di tutti i vincoli Ue..) “ Proprio cosi’: “..di tutti ”. QUI D a Luigi Di Maio si sente un’altra musica. Intervistato da Radio Radicale , sul tetto europeo del 3 per cento, dice “ Vedremo..” Loro ce la metteranno tutta, tgliando spese ministeriali e  “ improduttive “ ( sarebbe meglio precisare , ma non é aria ). Se servono soldi in più ( e fa capire che ne serviranno) ci sarà “contrattazione “ con la Ue. QUI Intanto sia Salvini che Di Maio promettono di voler mantenere tutti gli impegni , flat tax, riforma della Fornero e reddito  di cittadinanza. Se il primo precisa , a 24 ORE, che “non faremo tutto subito”, Di Maio ,  a radio Radicale, aggiunge che si penserà pure alle infrastrutture , soprattutto al Sud. QUI La Ue mostra fiducia. Ma l’ ansia non manca. E si vede:  Pierre Moscovici ,  commissario agli affari economici vuole credere.”… che si affermi il realismo “. Valdis Dombrovskis, responsabile per l’euro si aspetta “un miglioramento del deficit strutturale dell’Italia” QUI  Hanno fiducia. Meno male. Aspettano. Aspettiamo. Ma non vorremmo che il  governo gialloverde accettasse i vincoli della Ue nello stesso modo in cui Bertoldo accettava la sua pena.. Condannato a morte, diceva alle guardie di rispettare con stoico rigore la sentenza, ma almeno la eseguissero all’albero che più gli piaceva. E sceglieva quello del prezzemolo.10 settembre 

 

MA I MERCATI NON ASCOLTANO GLI ITALIANILa borsa chiude bene, pure lo spread va giù. I mercati temono meno, forse perché Salvini ha qualche prudenza in più ? Vuole ancora smantellare la legge Fornero e introdurre la flat tax ( QUI  ) Ma le parole cambiano. Dice , con battuta efficace.: “ Sfioreremo il 3 per cento ( tra deficit e Pil,  tetto fissato alla Ue.) “Ma non lo sforeremo….. QUI La svolta lessicale fa respirare i mercati ? Negli ambienti che contano pensano che , alla fine, l’equilibrio dei conti si avrà ? Vedremo. Intanto, siamo alle parole senza fatti, con le incongruenze del caso. Di Maio e Salvini vendono slogans di stampo trumpiano. Ripetendo che “loro”, protagonisti del “ cambiamento”, più delle agenzie di rating , vogliono ascoltare gli italiani. Solo che L’Italia ha un debito superiore ai 2300 miliardi, deve ottenerne in prestito, ogni anno, quattrocento, più di uno al giorno. E I mercati , da cui bisogna ottenerli, ascoltano le agenzie più degli italiani. ( QUI ) Se i conti non tornano, i mercato li concedono a tassi più alti. Con le conseguezze che Francesco Giavazzi , su Il Corriere della Serra, sintetizza così : “chiunque abbia contratto un debito, una famiglia per acquistare la casa o un’azienda per acquistare un macchinario, a ottobre pagherebbe una rata più elevata.” ( 3 settembre). Gli italiani sono bel felici, certo, di venire, nella considerazione di Di Maio e Salvini, “prima “dei mercati. Molto meno  del prezzo che dovranno pagare” dopo”. ( 5 settembre )

SE NEI SONDAGGI SALVINI VOLA Matteo Salvini nei sondaggi vola. L’ultimo, targato Swc, vede la Lega al 34 per cento ( il doppio sul 4 marzo scorso) e i Cinque Stelle, al 28 per cento ( quattro punti in meno ). Matteo Salvini è cauto: non ci crede, dice, è troppo. Ma il punto è un altro e lo mette in giusta evidenza Massimo Bordin su Radio Radicale. La somma dei due partiti di governo ha il 61 per cento dei consensi (QUI  ) Clamoroso, no ? L’opposizione ( sia a destra che sinistra ) tace e balbetta. Al punto da indurre Giancarlo Giorgietti all’ironia, quando Peter Gomez , alla festa de Il Fatto Quotidiano, gli chiede conto dei dissensi sempre più frequenti tra esponenti della coalizione di maggioranza. Dice così : “  L’opposizione non esiste. Facciamo tutto noi: il governo e l’opposizione” (QU )I  Non mancano critiche , anche aspre alle cose che il  governo fa e dice. Ma proposte alternative non se ne vedono” Dovrebbero riflettere sull’aforisma dello scrittore  Robert Sabater “ Opporsi non è altro che proporre. Una opposizione senza proposta non è che un movimento di umori.” Che mettono, aggiungerei, oggi in Italia, i loro sostenitori di cattivo umore. ( 5 settembre ) 

DOPO GENOVA LO STATALISMO O UN NUOVO CAPITALISMO …?. Dal crollo del Morandi, si infiamma la disputa su pubblico e privato. Il ministro Danilo Toninelli vuole affidarsi al pubblico. “ Dice : “Non lo faremo ricostruire a chi lo ha fatto crollare.” QUI Vuol nazionalizzare e statizzare a quanto pare. Ha i suoi motivi. I 43 morti, i silenzi, la tardive trasparenze, non mettono i privati in buona luce. Ma non sono minori le ragioni di chi gli da torto. Giovanni Toti, governatore della Liguria, ricorda i 2400 miliardi dissipati dalle Partecipazione Statali, la grande voragine finanziaria di cui Luca Zaia , governatore veneto , teme il ripetersi. ( QUI)  Del restio anche Raffaele Cantone, voce imparziale,  magistrato al vertice dell’Anticorruzione, chiede come mai le autostrade , fonte di perdite per il carrozzone pubblico che c’era, diventano , dopo la privatizzazione, “una gallina dalle uova d’oro” QUI ., Poi Sabino Cassese nella sua intervista a 24 ore compara gli otto anni impiegati dalla società Autostrade per costruire 755 chilometri di autostrade e i cinquanta anni impiegati dallo Stato per costruire “direttamente” la Salerno Reggio Calabria. Con il presidente Paolo Gentiloni che ,nel discorso inaugurale, strappa l’applauso citando il titolo del film di Sergio Troisi Scusate il ritardo ( QUI ) E così dibattendo….Solo che la scelta tra pubblico e privato, dovrebbe , adesso, muovere su livelli più alti. I guasti dello statalismo sono noti, ma i partiti che lo ripropongono hanno, nel paese, il consenso della maggioranza.  I grillini in primo luogo, la Lega quando tuona contro i poteri forti, parti importanti del Pd, Liberi e Eguali. Perchè ? Perchè oggi si è alla crisi di un  sistema . Lo statalismo si coniuga con il sovranismo. E’ singolare che , in questi termini, il problema venga posto da Sergio Fabbrini ,in un editoriale del Il Sole 24 Ore , quotidiano degli industriali. QUI  Scrive chiaro e tondo che , oggi “ …sono necessarie politiche regolative dei mercati che includano le esigenze sociali e ambientali nei calcoli economici “. E che  “ .. gli attori del mercato diventino consapevoli che il profitto abbisogna di una legittimazione sociale e non solo aziendale.”  Niente di radicale. La nostra Costituzione  pone “limiti” alla proprietà privata per “assicurarne la funzione sociale..”  ( articolo 42) Certo l’azienda capitalistica non può prescindere da durezze, gerarchie e competizione. Ma vale anche per l’economia l’esigenza che André Malraux poneva per la politica:  “Non si fa..con la morale, ma nemmeno senza. “

IL PD S’AVANZA VERSO IL PASSATO? Maurizio Martina, segretario del Pd ( provvisorio? ) lancia messaggi che vagano nelle nebbie. Dai fischi subiti ai funerali di Genova , dice , “dobbiamo partire per il cambiamento.” QUI Aggiungendo: “Ripartiamo rimettendoci in strada, fianco a fianco alla gente” QUI Ma tre le nebbie lascia intravedere scelte di campo che sarebbe sbagliato non vedere. Entrando nel dibattito sul futuro del ponte Morandi,  per esempio , avverte: “non escludo che si possa tornare ad un gestione diretta da parte dello Stato, la discussione ci può stare..” QUI Collocandosi così nel campo in cui si schierano Cinque Stelle e Leu. Scorrendo la storia del Pd come sinistra di governo, non sono scelte da poco. Renzi voleva scrivere pagine nuove. Un diverso rapporto tra mercato e giustizia sociale, flessibilità del lavoro e maggiori libertà alle imprese per creare più risorse da distribuire, istituzioni più semplici , meno poteri disgreganti a corpi intermedi ( a cominciare dal sindacato e dai suoi veti ), meno poteri vincolanti alle istituzioni decentrate ( in primo luogo le regioni ). Martina invece torna a visioni stataliste, rinnovando scelte in conflitto con il capitalismo.  Renzi lasciava in bianco molte pagine. Ma lasciava la scena,  dicendo, ricordate ? : “ Prima poi il futuro ritorna”. Martina si muove a bassa voce e sfuma. Ma sembra seguire quel noto proverbio africano che dice  “Il passato rivive ogni giorno perché non è mai passato.” 23 agosto         

DESEGRETARE O NUOVI SEGRETI ? Di Maio , vicepresidente del consiglio, contesta i segreti sul rapporto tra governo e Atlantia. Leggo su Motori.comMotori.com : “i contratti con Autostrade non sono accessibili pubblicamente e anche noi ministri facciamo fatica ad accedervi. Una volta tolti i vincoli scopriremo quali sono i termini dell’accordo. ( QUI ) Ma oggi su Il Corriere della Sera, a pagina 9 , Giuseppe Alberto Facci chiede ad Antonio di Pietro, già ministro alle infrastrutture: ” Per quale motivo gli allegati della convenzione sono stati secretati? Risposta dell’ex ministro: «Io non ho secretato nulla. Ricordo che ogni secretazione deve essere fatta con un provvedimento. E allora faccio un appello: tiriamo fuori il provvedimento che ha disposto il segreto e vediamo cosa c’è scritto e chi l’ha firmato» Un appello da  accogliere. Se un provvedimento di tal genere esiste può essere accertato subito. Lo si faccia. Se no, invece di desecretare, si aggiungono nuovi segreti. 17 agosto 

L’OPPOSIZIONE CHE MERITIAMO… ?  Su Twitter Carlo Calenda, una delle teste più lucide del Pd, osserva : “ Continuiamo a opporci a questo Governo individualmente. Senza costruire e coordinare un’azione politica ampia nel paese. Ci sono tantissimi cittadini e forze associative pronte a mobilitarsi. Ma vengono ignorate. Questa è la più grave responsabilità del PD in questo momento. “ Ha ragione. Ma non del tutto. Il punto cruciale è come fare opposizione. Il pd , anzi “i pd “per dirla come lui , sanno denunciare le “cose sbagliate “ di questo governo. Ma non si preoccupano di precisare le “ cose giuste “ che farebbero se al governo ci fossero loro. Oggi, nella sua rassegna stampa, su Radio Radicale, Marco Taradash osserva che ormai i giornali delle posizioni del pd non si occupano più, dal momento che quelle conosciute  sono più rivolte al passato che al futuro. Così in Italia la questione politica si complica, dovendo fare i conti con un problema duplice. Lo riassume bene  Laura Pellegrini ( ElleKappa ) quando scrive : “Ogni popolo ha il governo che si merita. Noi anche l’opposizione.” 17 agosto

GOVERNI, PROGRAMMI E … CON GLI OSSIMORI

Nelle ultime cronache di Sky  piccole novità. Massimo Leoni, cronista da Montecitorio, segnala diversità nei toni. La strada per il governo resta in salita ma almeno ci si ascolta. Roberto Fico, nuovo presidente incaricato, dichiarava ieri dal Quirinale.  “Partire dai temi per l’interesse del paese.-“ Stamani Dario Franceschini, ministro in carica alla Cultura e uomo forte del Pd, non respinge l’invito. Anzi. Afferma, in una intervista a Claudio Tito su Repubblica: “ Vediamo se c’è uno spazio di confronto basato sui programmi ” Tra democratici e Cinque Stelle le differenze da superare, però, sono evidenti. Li annotava , scrupolosamente , Luigi Zanda, già capogruppo del Pd nel vecchio senato, quando diceva, su Il Corriere della Sera, a Luigi Cazzullo: “La visione internazionale: loro hanno una dichiarata simpatia per il modello Putin, che non è certo il nostro. La concezione della democrazia: loro sono per la democrazia dei clic, noi per quella rappresentativa. L’idea di partito: loro sono un’emanazione della Casaleggio&Associati, noi vorremmo una legge per applicare l’articolo 49 della Costituzione che impone ai partiti la democrazia interna. Il rapporto con l’Unione europea: noi la vorremmo più integrata, loro sono nazionalisti. Il bilancio dello Stato: per noi è fondamentale l’equilibrio tra entrate e uscite, per loro no…..». ( 21 Marzo)  Molti spigoli. Troppi ? Talora la politica, lo sappiamo,  ha risorse creative sorprendenti . Massimo Bordin, nella sua rassegna stampa Su Radio Radicale, é colpito da quanto sostiene Danilo Toninelli, capo dei senatori di Cinque Stelle,  a proposito della Flat tax, idea forza della Lega di Salvini, allo scopo di trovare una via di intesa tra Cinque Stelle e Lega. Per lui può andar bene, purché sia progressiva e non danneggi i poveri. Ma questa tassa è per definizione piatta, con unica aliquota uguale per tutti. Con la flat tax progressiva, si sarebbe per Bordin , all’ossimoro, ossia all’intreccio di due parole di senso contrario per non dire opposto. Commenta Globalist. it: “ una flat tax progressiva è come dire che i cannibali sono vegetariani..” ( qui ) Ma Massimo Bordin conosce bene la storia e si scandalizza meno. Nulla di nuovo sotto il sole. Di ossimori la strada della politica è lastricata. E ricorda la prima Repubblica , quando Aldo Moro riuscì a far convivere centro democristiano e sinistra parlando di “convergenze parallele “ , quando sappiamo che le parallele sono tali perche tra loro non convergono mai. Può’ la “strategia degli ossimori” da prima repubblica tornar utile per far vivere la Terza. Vedremo. La materia va trattata con cura. Bordin sa benissimo che con gli ossimori si riusciva a formare i governi. Che poi, però, non governavano… 24 Marzo

LAVORO AI FORESTALI ? IN SPIAGGIA C’E’ POSTO

In Sicilia, alla Regione, le giunte di governo passano, gli operai forestali restano. Il nuovo presidente Nello Musumeci, come i predecessori, è al solito problema di trovare il modo di far svolgere agli assunti tutte le giornate di lavoro previste da contratti limitati nel tempo ma sempre rinnovabili ( e rinnovati ). I forestali , lo sanno tutti, costituiscono un problema sociale aperto. Il numero fa scandalo da tempo. Facendo i conti, meno di un anno fa, “Finanza in Chiaro “, scriveva che nell’Isola oscilla, secondo calcoli non sempre certi, si va  “ da un minino di 21.000 ad un massino di 30.000 persone” per tutelare 3400 chilometri quadrati di  foreste “, mentre in Canada ce ne sarebbero solo 4200 per tutelarne 400 mila. ( qui ) Grosso problema, dunque.  E grosso costo. Ma i contratti ci sono e Musumeci deve rispettarli. Al riguardo , Salvatore Fazio, su Il giornale di Sicilia di stamani ,da conto di una decisione e di un progetto , tutte e due importanti. La decisione èquella di spendere per i forestali trenta milioni in più. Il progetto ha del clamoroso. Per consentire loro il lavoro dovuto, i forestali sarebbero utilizzati per pulire spiaggia e siti archeologici. Nello Musumeci, che di amministrazione pubblica si intende, ricorre alle giuste cautele.  Dice a Fazio:  “ Occorre modificare la norma perchè si tratta di nuova mansione “Ma non si scoraggia e promette “Proveremo con un emendamento alla Finanziaria oppure nella riforma del settore  Speriamo proprio si riesca con così poco. Non vorremmo che ,per motivare l’impiego dei forestali in zone di mare, si fosse costretti a costosi investimenti per rimboschire le spiaggie e trasferire le esposizione d’arte nelle battigie. 8 Aprile ( inr.gp )   

 

ECONOMIA, E’ SEMPRE TERZA REPUBBLICA…. 

                                           di GIOVANNI PEPI

Si è alla prova di un accordo di governo fra Lega Cinque Stelle ( con Berlusconi ? ). Le maggiori firme analizzano il programma potenziale. Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, annota ( 24 Marzo )  

le convergenze visibili : abrogazione della Fornero e del job act,  sfondamento del vincolo europeo  del 3 per cento tra deficit e Pil, nessun obbligo alle vaccinazioni , disponibilità a un referendum sull’euro. Si sarebbe così ad un alto tasso di spesa. Il che preoccupa non poco Carlo Cottarella, conoscitore dei conti pubblici,  chiamato a ridurre ( senza successo) la spesa statale straripante, ancora indicato come probabile ministro. Lo scrive su La Stampa ( 25 marzo ). I partiti maggiori sembrano orientati a conciliare buchi di stato  e buona economia: più deficit, si pensa, più crescita, più entrate,  conti migliori in bilancio, meno debito pubblico, bella quadratura del cerchio. Non ècosì per Cottarelli. Dalla sua ci sono i fatti. Reagan ci provò ma il debito aumentó di venti punti. In Europa i nove paesi che lo hanno ridotto da 25 a 50 punti, hanno compresso le spese o aumentato le tasse, facendo flettere il deficit. E poi dove sarebbe la novità ? Da noi, si cerca la crescita attraverso il deficit da decenni, dalla prima repubblica in poi,. Ma siamo oggi  alla minor crescita e insieme al maggior debito tra i grandi paesi europei. Salvatore Rossi , direttore generale di Bankitalia ricorda in tempi non  elettorali ( 6 ottobre) che la situazione italiana si riassume in due numeri , il 17 e il 45.  “Nello scorso quarto di secolo , il Pil italiano è cresciuto del 17%, quello francese e tedesco di oltre il 45%. .. Ci siamo quasi fermati..” Cottarelli ha dunque ragione. Ma Lega e Cinque Stelle non sentono. Sono elastici, è vero. Sfumano le proposte principali, dal reddito di cittadinanza alla flat tax. Ma centrano il programma possibile su proposte che comportano aumenti e non riduzioni della spesa : meno tasse, più pensione, sostegni pubblici al lavoro o al  reddito. Certo ci si impegna a contrastare sprechi e impieghi inutili, ma senza esemplificare. Pare proprio che credano si possa crescere nel deficit come lo si credeva ai vecchi tempi. In politica la terza Repubblica è forse cominciata. Ma in economia la prima non èfinita. 26 Marzo

TRA SALVINI E DI MAIO PROVE DI INTESA

Sullo stallo dopo le  La Voce fa il punto. Scrive che “.l’Italia si spacca tra la flat tax che piace a chi ha un lavoro e il reddito di cittadinanza che piace ai senzalavoro “ Ha ragione. Spaccandosi si paralizza, perchè, come scrive Tito Boeri è difficile che la Lega neghi sconti fiscali al Nord per destinare risorse a Sud, e i Cinque Stelle non possono rifiutare a Sud , dove già si presentano agli sportelli per riscuoterlo, quel reddito di cittadinanza che costituisce la promessa elettorale principale. Gli interessati lo sanno. E studiano. Matteo Salvini, leader vincente di una Lega ora “nazionale”, va in Calabria, a Rosarno, nel collegio che lo ha eletto senatore. Trionfante, secondo le cronache di Huffpost, tra battimano, tricolori e inno di  Mameli  ( che non canta), tipici barattoli di peperoncino e bottiglie di olio.

 Parla chiaro Salvini . Lui, come segnala il Crotonese, dice di avere dietro meridionali che vogliono lavorare,  non “ prender soldi   stando sul divano.”  Ma Luigi Di Maio pare flessibile. A  La Stampa dichiara dichiara di volere aiutare i  poveri a trovare un lavoro : non “ fargli prendere soldi senza far nulla. “ Salvini non chiude, vuole vedere. Pensa a un “compromesso “ possibile. Potrebbe essere quel reddito di inclusione introdotto dal governo  leghista in Lombardia. I due si guardano, si parlano come capitani a bordo di vascelli per ora separati dal mare. Ma l’uno e l’altro dovrebbero riflettere sui dati che ieri dava La Stampa. Nel Sud non mancano buoni segnali, ma l’area resta depressa  e nessuna regione raggiunge i livelli del 2008 ( già più che precari ). Allora? Si può discutere di quanti soldi dare e come darli per consentire di arrivare al lavoro. Ma si deve dire come fare arrivare il lavoro. Cosa giusta e saggia studiare le forme migliori di inserimento nel lavoro. Ma è cosa fatua e vuota  l’inserimento nel lavoro che non c’è. (GP) 19 MARZO 

 

 

SE FRANCESCHINI RILANCIA LE RIFORME

Sul Corriere della Sera di stamani, Dario Franceschini, uomo di gran seguito nel Pd, in una intervista ad Aldo Cazzullo. propone di riprendere subito il tema delle riforme costituzionali. Dice che il sistema non funziona. Vuole  si concordi fra tutti un modello diverso con l’abolizione del Senato e una nuova legge elettorale. Punti già al centro delle riforma proposta da Matteo Renzi che il referendum ha bocciato. Franceschini lo sa bene ,ovviamente, ma insiste: “…E’ un grave errore politico pensare che la vittoria del No al referendum abbia voluto dire che le riforme non si faranno mai più. I motivi di quel No sono vari: chi era contrario nel merito, chi dava una valutazione politica, chi era contro Renzi”… Andando via, Renzi prometteva, pensando a se stesso : “Il futuro prima o poi torna” E’ tornato prima . Forse troppo ma senza di lui. 14 Marzo

STATISTISCHE E ANTICA LEGGE DEL POLLO

Bankitalia ci dice come va il paese. Va bene. Perchè il reddito medio aumenta del 3,5%, mentre dal 2006 era in caduta libera. Va bene , perchè si riduce la quota di famiglie indebitate. Ma va male perchè aumentano le diseguaglianze. Va malissimo perchè cresce la quota di famiglie in povertà. Contraddizioni  che spiegano il voto del 4 Marzo. La ripresa c’è, ma non tutti la vedono e non tutti la vivono. Le statistiche ne danno la visione, la gente non ne ha la percezione. Vale sempre l’antica legge del pollo. C’è sempre qualcuno che cerca quella metà o quel quarto che , secondo le statistiche, avrebbe mangiato ma che lui non hai visto. 12 Marzo

 

SORPRESA, IN ITALIA I REATI FLETTONO

Domenico Affiniti e Milena Gabanelli oggi, su il Corriere della Sera,   danno in anteprima i numeri del Viminale sulla criminalità. Sorprendenti. Perchè i crimini flettono. A differenza di quanto, mediamente, secondo Eurostat, avviene negli altri paesi d’Europa. Da noi , infatti, malgrado l’immigrazione che suscita allarme, nel  2016, gli omicidi sono diminuiti dell’11,2%, le rapine dell’ 8,7%, i furti del 7%. La sorpresa è relativa perché uomini della Sicurezza mettevano in luce da tempo, inascoltati, questa tendenza. Tra questi,  nella nostra Palermo, il questore Renato Cortese.  Certo, di sicurezza, non ce n’è mai troppa e i numeri del crimine sono alti. Ma se  flettono. qualcosa di buono si è fatto. Cosa ? Si dovrebbe parlarne. Invece silenzio 10 Marzo 

CONTRATTO AL RIALZO. MA L’EC0NOMIA E’ AL RIBASSO

Dopo due giri, si avvia il terzo. Per il nuovo governo la strada resta in salita. Ora Luigi Di Maio  mette sul tavolo la grande scelta. Non alleanze i Cinque Stelle chiedono al Pd, ma un contratto “al rialzo” su questioni cruciali:  soldi ai dieci milioni di poveri per superare la soglia di indigenza, pensioni non inferiori ai 1170 euro per famiglia, lavoro stabile ai precariQuestioni giuste. Ma poste nel modo sbagliato. A quasi due mesi dal voto, si deve pensare alle generazioni ( vecchi e nuove), o ancora alle elezioni ? Stare con i deboli della societè è giusto. Il punto è come. Nel documento di economia e finanza, il governo uscente  fotografa quel che è successo nel corso dell’ultima legislatura : è cresciuta l’economia, è aumentato il lavoro, si  sono sbloccati gli  investimenti, si sono avviate politiche di inclusione per i poveri. Segnali positivi, ma insufficenti . Come spiega Alan Fiedman nel suo ultimo libro, non sono ancora percepiti nel reddito e nel lavoro ( Dieci cose da sapere sull’economia , pagg. 52/65 ). Bisogna fare di più. L’1,5 per cento di aumento del Pil è troppo poco. Bisogna andare oltre. Ma come ? Ci vogliono risposte, non più promesse. Il sentiero dell’economia resta stretto. Il debito pubblico straripa, non possiamo indebitarci ancora. Si è tentati dal sogno di poter risolvere tutto forzando i bilanci:   più deficit, meno tasse, così l’economia cresce, il gettito aumenta, il debito si riduce, i conti migliorano.  Ma i fatti portano altrove. Lo spiega Carlo Cottarelli  quando ricorda  che negli ultimi trent’anni nove Paesi avanzati ((Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Nuova Zelanda, Olanda, Spagna e Svezia) hanno ridotto il loro debito in una misura  tra i 25 e i 60 punti. Ma “..lo hanno fatto tagliando la spesa o aumentando le tasse.”, ossia “riducendo il deficit non aumentandolo.” ( qui ) Poi Federico Fubini ,riprendendo i dati di Ameca, la banca dati della Commissione europea, ricorda che in Italia il deficit non ha mai spinto la crescita. Scrive “.. solo l’italia ha allargato le maglie della finanza pubblica durante la ripresa” Eppure è il paese che in Europa è cresciuto  meno degli altri. ( qui ) Allora ? Bisogna adottare soluzioni che coniughino più economia e maggior giustizia sociale, tenendo conto dei vincoli. Non solo quelli europei ma anche quelli dei mercati. L’Italia , per vivere , deve ottenere in prestito più di un miliardo al giorno. Se i conti pubblici peggiorano, i mercati vanno in allarme e chiedono tassi più alti per farci credito , quindi più tasse o più tagli per fronteggiarli. Si saprà stare in questo sentiero stretto e concordare i passi giusti. ? Tanto più che adesso Mario Draghi, capo della Bce, fa sapere che la crescita nel mondo rallenta, e che l’Italia, con lka crescita più bassa e con il debito pubblico più alto, a quest’ultimo deve porre rimedio. Vedremo. Finora ci si è mossi nel terreno largo dei sogni e delle promesse, forse seguendo il consiglio di Margaret Atwood : “Se non puoi superare un ostacolo, giragli intorno. Come fa l’acqua” Ma i consigli della poetessa funzionano poco nell’economia, dove la “strategia dell’acqua “  può produrre dannose alluvioni. 27 Aprile

PRIMO GIRO SEMPRE VUOTO DOPO IL VOTO

Le consultazioni con il Capo dello Stato, dopo il primo giro, portano a nulla, con qualche variante nel tono. Salvini è più solo, Berlusconi più isolato, il centro destra più disunito costretto all’unità, il Pd eterno separato. Ma il quadro non cambia: si è al vuoto dopo il voto complicato dai veti. Intano tra Lega e Cinque Stelle si smussa, si sfuma, si annusa. Marzio Breda, quirinalista de Il Corriere, fa notare, dai microfoni di Sky, che Salvini non parla più di Flat Tax e Di Maio tace sul reddito di cittadinanza. Poi un analista attento ,come Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, viene a capo di notizie di peso. Tra i due sarebbe prossima, e riservata, una intesa su cinque punti. Su Fornero e pensioni si rinvia, per la riforma, a fine legislatura, mentre prima delle europee si stanzierebbero tra 5 e 6 miliardi per portare a 41 anni le pensioni di anzianità. Sul reddito di cittadinanza si avrebbe un ampliamento del reddito di inclusione che c’è, con altri 10 miliardi che si aggiungono ai 3 già stanziati. Sul Fisco si avrebbe un primo scaglione unico al 21 per cento per quelli compresi  attualmente tra il 23 e 27, altri dieci miliardi. Cerasa non sa se si deciderà di sforare il tetto tra deficit bilancio e debito pubblico,. quel 3 per cento cui ci vincola l’Europa. Si dovrà pure capire se e come evitare i rincari dell’Iva già pronti a scattare nei prossimi mesi in mancanza delle misure adeguate. Aspettiamo. Però un po’ di ansia si impone. Perchè i conti, come già scrivevo , non fanno sconti, E quelli pubblici peggiorano. Fabio De Ponte, lo scrive con chiarezza su La Stampa di oggi. I salvataggi bancari, a differenza di quanto speravamo, li pagheremo tutti noi, il deficit cresce con quattro decimi in  più rispetto al previsto, di tre decimi aumenterà il rapporto tra debito e Pil, le tasse fletteranno meno di quanto  si sperava Insomma si progettano maggiori spese, quando ci sono meno risorse. Speriamo Cerasa assume altre notizie per rassicurarci. In questi casi il contribuente ha poco da sperare e molto da temere. Accordi come quelli che si preparano tra Cinque Stelle e Lega, ci riportano a quanto ICyril Northcote Parkinson, grande storico navale e studioso di all’amministrazione pubblica diceva dei bilanci bilanci: “Sono come i bikini: le parti più interessanti restano nascoste.” 5 Marzo  ( gp )

MATTEO STA CON SILVIO, INSIEME PER FORZA

Vertici fatti alle Camere ma il gioco si complica. Il centro è riunito nella forma , una sua esponente raggiunge la cima più alta della camera più alta.  Ma la vittoria è amara per Silvio Berlusconi. Maria Casellati è del suo gruppo, ma dopo la bocciatura del suo candidato principale, Paolo Romani , respinto prima da Luigi Di Maio, poi da Matteo Salvini, leader della Lega. La tenuta del centro destra peggiora. Si era alla visibile competizione tra Salvini e Berlusconi, leaders dei gruppi maggiori. Ora si è alla rottura strisciante e le carte del gioco sono in mano a Salvini. Vorrà restare il leader più  forte dello schieramento più forte, sfiancando progressivamente gli altri partners ? Oppure , rompendo con Berlusconi, vorrà andare verso accordi di governo con Di Maio, diventando l’alleato debole di un governo tutt’altro che forte anche sul piano dei numeri? Aspettiamo, seguendo le cronache. Cominciando da quelle dei Gr della Rai, con il cronista che da conto di un Salvini euforico  che si dice  “orgoglioso” persino “commosso” e che parla di “compattezza” della coalizione come di chi ha riabbracciato i partners perduti. Ma , annota il cronista,  i volti degli esponenti di Forza Itala sono “scuri”. Si capisce il perchè. Pensano ai duelli tanto prossimi quanto certi tra Salvini e Berlusconi e , forse, ricordano quell’ aforisma del drammaturgo Jean Racine: “Se abbraccio il mio rivale è solo per soffocarlo  “  ( gp ) 24 marzo

ORA IL TEMPO SFIDA SALVINI E DI MAIO….

Parlando ai giornalisti stranieri, Matteo Salvini, leader della Lega ( o del centro destra ?), è cordiale quanto esplicito. Dice che comunicherà al capo dello Stato “ un programma che duri 10 anni..”per condurre “ l’Italia fuori dalle sabbie mobili» con «flat tax, cancellazione della legge Fornero, stabilizzazione del lavoro.” Dieci anni ? Luigi Di Maio, leader del M5S, non si pone limiti per il  “reddito di cittadinanza”, punto fondamentale del programma. Ma ai commercianti promette come prima cosa di scongiurare l’aumento dell’Iva che, per vincoli europei, scatterebbe fra due mesi, anche senza governo. Il che significa tagli di spesa, meno risorse, tempi più lunghi. Poi sarebbe subordinato alla riforma dei centri per l’impiego, quindi tempi ancora più lunghiRagionevole realismo, certo. Ma vien da riflettere su un aforisma di Nisargadatta Maharaj “Se avete bisogno di tempo per riuscire, il vostro scopo non può essere che falso. ..” 15 Marzo  (gp )

REGIONE, INQUINAMENTO E NUOVI UFFICI

Leggo, su Il Giornale di Sicilia di Sicilia di oggi , che nasce alla Regione un ufficio per le aree contaminate. Dovrà procedere  a bonifiche sempre più
urgenti. Ci sarebbero già  511 spazi inquinati da bonificare ,  quando si pensava fossero  meno di cento. Finora  si è saputo  e accertato poco.. Ora, con l’Ufficio, le cose andranno meglio ?  Speriamo. Non senza timori. Perchè, quando sento parlare di nuovi uffici, io penso sempre a quanto scriveva Ennio Flaiano  nel suo diario notturno. “… Deplora l’assenza del modulo H. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all’ufficio competente, che sta creando…” 11  marzo ( gp )

 

 

Sono un giornalista totale che scrive, parla e fotografa. Una passione: la bici da corsa. Un sogno: riuscire a far capire anche quello che non capisco.

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3 pensieri su “TACCUINO

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