C’È UNA SCURE DI STATO SUGLI INVESTIMENTI 1/

di GIOVANNI PEPI 

L’economia va male. L’ istat ogni giorno ci raggela: brusca frenata del pil, recessione  dell’industria, una italia che invecchia. E in Sicilia ? Cominciamo da qui, l’intervista con Gaetano Armao, giurista, professore di Costituzionale, assessore all’economia,  vicepresidente della Regione. Insomma, l’uomo dei nostri conti.

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Risponde “ L’economia mondiale soffre: prima la guerra dei dazi, ora gli effetti del coronavirus che preannunciano nuove burrasche. Quella europea piange: risente gli effetti dell’epidemia  aggravati dai dilemmi della Brexit…”

E l’italia ?

“ Resta agli ultimi posti per livelli di crescita in Europa.”

Questo lo sappiamo. Siamo sempre in coda. Ma perchè ?

“Perché deve fare i conti con più di un decennio di politiche economiche che non hanno puntato sulla competitività e la crescita e che, sopratutto, hanno appesantito il divario interno abbandonando il Sud a se stesso riducendo drasticamente gli investimenti..”

Allora, venendo al dunque. Che succede in Sicilia ?

” La Sicilia non può che subire la generale tendenza depressiva legata com’è all’economia nazionale e continentale…”

Non c’è male. Quindi ancora guai per l’occupazione. Piove sul bagnato. 

“Piove sul bagnato certo. Cosa si vuole se si continua a penalizzare il Sud..”

In che senso. ?

“Il nostro ultimo documento, ossia la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza regionali, tra pochi giorni  sarà in discussione all’Ars. E metteremo le cose in chiaro..”

Ci anticipa le cose essenziali..

Eccole. La spesa pubblica consolidata , quella , per intenderci , che effettuano Stato,Regione, Provincie e Comuni, nelle autonomie speciali del Nord è superiore alla media nazionale. Risulta in linea in Sardegna..”

E in Sicilia ?

“ Flette del 16% . Nelle Regioni del Mezzogiorno la spesa in conto capitale si é ridotta di oltre il 40%, contro un incremento per il Centro-Nord del 13%. ..”

E , immagino, non va meglio in questa isola..

No. Come meglio si avrà modo di precisare, c’è una contrazione, rispetto alla media del Mezzogiorno, di oltre il 56%. …”

Stando così le cose, si fanno pochi investimenti al Sud..

“ Pochi ? Parlerei di una riduzione drastica…”

Con quali effetti ?

“Tutto questo ha determinato un pesante effetto depressivo sui servizi ai cittadini e sulla qualità delle infrastrutture. Siamo, l’ho già detto a questo blog e lo ripeto, a una vera e propria degradazione dei diritti sociali..”

In poche parole l’intera Sicilia va indietro…

”Va indietro purtroppo. La stessa competitività della Regione è scesa , nel decennio passato, ai minimi livelli. Non lo diciamo solo noi..”

E chi altri ?

“La Commissione della Ue ha elaborato un indice di competitività delle varie regioni europee..”

E noi dove siamo ?

“  La Sicilia è agli ultimi venti posti delle Regioni dell’Unione “

LA REGIONE ORA DEVE ASSUMERE. PER NON MORIRE … 2/

Torniamo al lavoro . E’ una leva che si potrà muovere. O no ?
“ Una delle scelte scellerate della scorsa legislatura, per certi versi richiesta dal Governo nazionale, è stata quella di ridurre il personale regionale, sopratutto dirigenziale, senza considerare il ricambio generazionale….”
E questo ha creato dei vuoti ?

”Non solo vuoti, anche squilibri, in settori vitali dell’amministrazione. Alla fine dei conti ha portato assai limitati risparmi di spesa..

Quindi si torna ad assumere personale ?
“ Bisogna assolutamente farlo. Perché, senza un ricambio ,entro qualche anno, l’amministrazione regionale imploderà e con essa funzioni, servizi, programmazione e tutto il resto.”
Facciamo il punto su quanto detto. Il presente è pessimo in Sicilia. Il futuro è, quanto meno, incerto. Però qualcosa sembra muoversi. Quanto meno il governo promette una svolta. Destinare al Sud il 34 per cento delle risorse pubbliche. Doveva già succedere. Non è mai successo. Succederà ?
“ Come ha precisato anche il nuovo Commissario europeo alla coesione Ferreira, il Mezzogiorno è una questione di rilievo europeo. E prima di tutto lo Stato, tutto lo Stato, deve dimostrare di fare il suo dovere. Cosa che non ha fatto sino ad oggi…”
Un esempio per dimostrarlo ?
Non ha neppure garantito le quote per l’investimento ordinario. Questo ha reso necessario il monito dello stesso Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno.
Solo che la Sicilia con lo Stato ha debiti…”
“ Debiti ? No, c’è disavanzo . Il disavanzo non è debito ..”
Si ma lo Stato chiede il rientro. Avete raggiunto un accordo ?
“ Abbiamo raggiunto l’accordo dopo un lungo negoziato che riguarda, è giusto precisare, il disavanzo in gran parte dovuto alle precedenti gestioni…”
E’ sempre colpa degli altri …
“Non lo dico io. Ma la Corte dei Conti. Con le due ultime parifiche ha accertato , ed in alcuni casi riaccertato , i disavanzi provenienti dai precedenti esercizi per 4 miliardi di euro. Questo determina l’onere per questa gestione di un risanamento che sarebbe dovuto partire prima a pieno regime e che, comunque, non è possibile riassorbire in poco tempo. ..”
Ma adesso i conti sono in ordine ? O a disavanzo si aggiunge disavanzo ?
“ C’è l’esigenza di un ripianamento pluriennale, ma i conti sono adesso in ordine.”
Anche per i debiti?
“Anche. Sul debito, trovato a circa 8 miliardi di euro, abbiamo addirittura ridotto di oltre 500 milioni di euro l’esposizione della Regione. Ed abbiamo rispettato il programma di riduzione delle maggiorazioni sulle addizionali regionali IRPEF ed IRAP..”
Ridotte di quanto ?
“ Sono state azzerate essendosi compiuto il risanamento del settore sanitario. Oggi i siciliani non sono più tartassati degli altri italiani. “

UNA SCURE SUGLI INVESTIMENTI DELLO STATO 3/

di GIOVANNI PEPI

Cerchiamo di chiarire, assessore, la questione degli investimenti dello Stato. Finora si è avuto poco ?
“ Anche qui. Non lo dico io. Lo dimostrano i conti pubblici territoriali. La quota di risorse ordinarie della Pubblica Amministrazione centrale destinata al Mezzogiorno è di poco superiore al 28% a fronte del 34,4% di popolazione, mentre al Centro-Nord sono riversate risorse ordinarie pari al 71,6% contro il 65,6% di popolazione. “

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Certo. Ma ora il governo vuol cambiare ?
“ Aspettiamo. Finora la previsione normativa della soglia minima del 34% è risultata priva di concreta applicazione. Con livelli così bassi di investimento statale e dei suoi enti, dall’Anas a FS, da Enel Terna, alle Autorità portuali, le risorse stanziate a livello europeo non possono svolgere gli effetti aggiuntivi e garantire la coesione economico-sociale nel Paese….”
Ma quali sono i rapporti reali tra Nord e Sud sulla base dei conti negli ultimi anni ?
“ Se si prende il 2017 la spesa pubblica lorda , ossia Stato ed enti statali, Regione e Province, e Comuni, ammonta a 963 miliardi mentre, nel Sud, tale dato raggiunge 272,6 miliardi e cioè il 27,8%, inferiore della soglia del 34%…
E noi meridionali quanto ci rimettiamo ?
“ Il conto è fatto: il 34,3% , ossia 62,3 miliardi annui
E i siciliani ?
“ Circa 15 miliardi ogni anno in termini prospettici. Un depauperamento che si aggiunge a quello perpetrato sul piano finanziario, su quello del mancato riconoscimento della condizione di insularità, sugli effetti della migrazione di cervelli (brain drain) ….”
Andiamo al totale
“La Sicilia, se si computa anche il costo dell’insularità, versa un ‘obolo’ annuo alla collettività statale di quasi 20 miliardi …”
Effetti concreti ?
“Circa un quarto del PIL regionale. Se prendiamo la rete dei treni ad alta velocità ,1350 chilometri , soltanto il 16% è al Sud. Le linee sono elettrificate per l’80% al Nord e per il 50% al Sud.

Resta la solita speranza: I fondi europei. Sappiamo si spendono con lentezza. Ci sono le condizioni ,adesso, per togliere il piede dal freno ?
“ Precisiamo. Per il secondo anno consecutivo il Governo Musumeci ha raggiunto il target di spesa previsto da Bruxelles e ben due assessorati hanno superato il 40 della spesa complessiva….”
Quali ?
“ Quello per l’economia e quello per infrastrutture.”
Rifaccio la domanda : con quali effetti concreti ?
“La Sicilia è, per il secondo anno , la prima regione d’Italia per dotazione infrastrutturale digitale. Quando ho iniziato il lavoro all’Assessorato, nel 2017, si era speso appena un milione di euro, oggi viaggiamo oltre i 120. ..
Ma andiamo al dunque: potrà farsi qualcosa, e cosa, per accelerare la spesa pubblica della Regione ?
“ Certo occorre razionalizzare la struttura per far fronte all’accelerazione della spesa richiesta dalla conclusione del programma nel 2023. Ritengo essenziale superare la frammentazione amministrativa , concentrando su una sola autorità di gestione il completamento del programma…”

Operazione non semplice. E poi ?

“Poi è essenziale puntare su misure che consentono spesa trasparente e veloce come il concorso al fondo centrale di garanzia ed il credito d’imposta. ..”

Bel progetto. Ma può parlarmi di un fatto reralizzato, di juna decisione presa?

“A giorni dovrebbe esser pubblicata la circolare applicativa della legge 7/2019 che ha semplificato l’azione amministrativa e reso più responsabile l’attività burocratica. “
Quali delle opere in corso di costruzione in Sicilia potrebbero avere effetti di forte spinta all’economia dell’Isola.?
“ L’ANAS è in grave ritardo nel completamento delle opere affidate, ritengo essenziale proporre un’azione risarcitoria miliardaria a tutela dei diritti dei siciliani avverso la Società che avrebbe dovuto garantire investimenti e manutenzioni e non lo ha fatto. Abbiamo destinato oltre 500 milioni di euro alle Province per manutenzioni ordinarie e straordinarie in strade e scuole.”
E, oltre le strade ?
“ Importanti investimenti si sono perfezionati nel settore ferroviario con l’acquisto di nuovi treni attualmente già in servizio…”

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