Una immagine del Ponte sullo Stretto pubblicata su GDS.IT

di PASQUALE HAMEL

Si torna a parlare del ponte sullo stretto, se ne parla dai tempi di Attilio Regolo, e tornano a divampare le solite polemiche sulla utilità, sulla fattibilità per non parlare di tutta la solita solfa sulle infiltrazioni mafiose o sul fatto che in Sicilia la lista delle priorità non comprenderebbe “il ponte”. Un prontuario di inesattezze, di pregiudiziali o di luoghi comuni che si è sempre frapposto alla realizzazione delle grandi opere pubbliche, ed il ponte sullo stretto è fra queste, considerate strategiche per lo sviluppo dell’isola. Ma poiché è anche opportuno che si faccia chiarezza, diciamo che l’opera è utile perché, oltre a spezzare il naturale isolamento dell’isola, consentirebbe alla Sicilia di divenire piattaforma logistica del Mediterraneo realizzando quanto l’Unione Europea aveva immaginato con il famoso corridoio 8. In merito alla fattibilità materiale è evidente che la tecnologia ha fatto passi da gigante tali da superare qualsiasi ostacolo di natura tecnica. Sulla fattibilità finanziaria, ebbene sì è detto, ci sono gruppi finanziari pronti ad investire nell’opera in cambio di una concessione a lungo termine. Infine, mi pare veramente una resa di fronte alla criminalità non fare qualcosa per il timore di infiltrazioni mafiose, come mi pare la ratifica dell’incapacità il fatto che si rinunci perché l’opera potrebbe finire come una delle tante incompiute che segnano il nostro territorio. Un ultima chiosa , a chiusura. Sostenere che nell’agenda delle priorità del sistema viario vi siano cose prioritarie è affermare il falso e confondere le idee alla gente, perché si tratta di questioni che viaggiano su binari diversi e l’una non si pone di ostacolo all’altra. Dunque, sarebbe ora che si uscisse dalle ipocrisie e dai preconcetti e ci si mettesse veramente all’opera nell’interesse della nostra terra”

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