C’ERANO TROPPI “DOTTOR TERSILLI” SI E’ ANDATI AD UNA GRANDE STRETTA MA PROGRAMMANDO POCO O NULLA

L’OSPITE….TOMMASO DI BELLA

 gerontologo, dirigente dellp’asp di trapani

All’inizio degli anni 80 si registrava in Italia una preoccupante pletora di medici con una media di un medico ogni 300 abitanti  conseguente alla eccessiva liberalizzazione degli anni precedenti e con moltissimi nuovi “dott. Guido Tersilli” che appena abilitati aspiravano subito alle 3 M (Mutua, Macchina, Moglie). Il fenomeno ha generato da un lato una progressiva più severa….

selezione da parte dei docenti delle facoltà mediche al momento in cui gli studenti si trovavano a sostenere gli esami che così, dopo diverse  “bocciature”, venivano scoraggiati nel proseguire degli studi. Dall’altro la richiesta a gran voce di politici e amministratori di porre un limite alle iscrizioni di nuove matricole alle facoltà di medicina. Come però spesso accade nel nostro bel paese il tutto è avvenuto senza una adeguata programmazione, al punto che ,nel giro di poco più di un decennio, si sono cominciati a registrare i primi contraccolpi alla massiccia selezione imposta alle università in conseguenza dell’affollamento degli atenei. La contrazione delle iscrizioni ha cagionato una serie di fenomeni collaterali : in primo luogo il fiorire di corsi di preparazione privati pagati profumatamente dagli aspiranti più facoltosi al fine di preparare i candidati alla effettuazione dei temutissimi quiz di accesso alle facoltà, in secondo luogo la progressiva inadeguata corrispondenza tra richiesta e offerta di figure mediche nelle varie branche fino all’attuale grave carenza di medici che rappresenta la nemesi di quanto accaduto con  gli sbarramenti imposti negli anni passati.

Riguardo l’”ospedalo – centrismo” giustamente sottolineato da Giorgio Trizzino qui v’è dubbio che tentativi di superare il fenomeno sono stati esperiti nel recente passato dalle amministrazioni regionali che si sono avvicendate, a partire dal decreto 13954 del 20/12/94, istitutivo, allora a titolo sperimentale, delle prime esperienze di ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e negli anni successivi  attraverso il completamento di una rete integrata di servizi (RSA e Hospice) con un maggiore coinvolgimento del medico di medicina generale, che però spesso è preoccupato di non sforare in budget di spesa che l’Azienda Sanitaria gli ha assegnato. Tuttavia la “rete integrata dei servizi” oramai inserita nei LEA (livelli Essenziali di Assistenza), risente anch’essa, in molti casi, della carenza di personale qualificato, soprattutto per quanto riguarda l’ADI, inoltre sarebbe inoltre auspicabile una maggiore capillarizzazione di strutture residenziali alternative all’ospedale come le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) a maggiore valenza riabilitativa e gli Hospice destinati ai pazienti terminali delle quali Giorgio Trizzino è stato antesignano e grande sostenitore in Sicilia avendo diretto la prima struttura del genere a Palermo.

 

Sono un giornalista totale che scrive, parla e fotografa. Una passione: la bici da corsa. Un sogno: riuscire a far capire anche quello che non capisco.

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