di GIOVANNI PEPI

Siamo a Palermo, nel venerdì’ che apre questo week end, in via Messina Marine, la lunga strada che costeggia il mare, Si percorre per entrare nella città. Ed è un incrocio ininterrotto di bellezza e degrado, tra ruderi e alti palazzi, bancarelle che invadono i marciapiedi e pittoresche esposizioni di pesce, spiaggie pulite popolate di bagnanti e distese di terra e di pietre con immondizie di ogni genere. In uno di questi spazi, ieri, ho visto questa carcassa di barca, una lancia dai colori perduti buttata lì, non so da quanti giorni. Una barca che diventa rifiuto e si trasforma , a sua volta, in contenitore di altri rifiuti, un cassonetto improprio che incivili gettanti riempiono, giorno dopo giorno , di sacchetti e plastiche, vecchi indumenti e barattoli, bicchieri e bottiglie, scatole e cartoni. Resterà lì ? Forse è la cosa migliore. Si aspetta l’ondata giusta, in grado di risucchiare la barca e quanto c’è dentro. Si spera che possa il mare fare quello che non fanno gli uomini.

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