di Pasquale Hamel

Qualche considerazione su regioni del Nord Sicilia e Autonomia di cui nell’articolo di Cusimano Pepi ( QUI ). Per alcune regioni del nord, a cominciare da Veneto e Lombardia- che con i loro comportamenti responsabili e virtuosi, in questi anni, hanno dimostrato di avere saputo fare tesoro dell’autonomia ordinaria – il problema è forse quello di ampliarne poteri e competenze per meglio accompagnare le politiche di crescita avviate; per la Sicilia – il cui Statuto garantisce un’ampia autonomia che è stata purtroppo male utilizzata – il tema che si pone oscilla fra la cancellazione della attuale condizione di “specialità” e una profonda ridiscussione dello stesso Statuto regionale per passare dalla vecchia, e mai abbandonata, ottocentesca idea contrappositiva (Sicilia contro Italia) a quella collaborativa con lo Stato, quest’ultima funzionale allo sviluppo reale del territorio piuttosto che al consolidamento – intendendosi con ciò gli spagnoleschi apparati – dell’istituzione formale

SI PUO’ AGGIUNGERE CHE…

CUSIMANO Ben detto Pasquale. Non mi aspetto rivoluzioni dai nostri ma sarebbe un bel passo avanti eliminare il voto segreto e introdurre il recepimento dinamico che rende subito applicabile anche alla Sicilia tutte le leggi dello Stato fatto salvo il diritto ex post di disciplinare diversamente le materie. (lc)

PEPI Si Hamel ha ragione. Resiste l’idea di una Sicilia che cresce se si contrappone a uno Stato patrigno. E non si riflette sul fatto che oggi si cresce integrando l’isola nei circuiti planetari dello sviluppo,. Dobbiamo omologarci alle aree del mondo in cui si produce ricchezza. Capirne i meccanismi e adeguarsi alle regole. Si sarà tanto più forti quanto più si saprà essere uguali. Invece continuiamo a volere essere autonomi e diversi. (gp)

 

 

 

 

 

Sono un giornalista totale che scrive, parla e fotografa. Una passione: la bici da corsa. Un sogno: riuscire a far capire anche quello che non capisco.

Seguici e clicca su

Rispondi