VANNI RINATO SEGNALA

Si chiama Rosario e vende pesce. E’ un ambulante, bancarella moderna e pulita, spazi in acciaio, merce sotto ghiaccio, e poi guanti e mascherina. Nei mercati popolari , da Ballarò al Capo , di commercianti con mascherina ne vedo tanti in questi giorni.

Ma Rosario è il primo ambulante che trovo a usarla. MI dice: “Lo faccio per la sicurezza dei miei clienti…” Encomiabile. La scelta non è solo di civiltà. Ma quella di un commerciante che fa bene il suo mestiere. Nel tempo del corona virus andare in giro con la mascherina attrae e rassicura. E’ un vantaggio competitivo. Onore al merito . 

MARE E RIFIUTI A BARCARELLO REGALI PER TUTTI

Siamo a  Barcarello , riserva di mare a Sferracavallo, deliziosa borgata di Palermo , con calette , lancie da pesca , giochi di onde e di luci . Qui ad uso  dei tanti frequentanti che gettano di tutto , c’è una scritta che vuol essere monito , appello al civismo. “La spazzatura era tua. Ora è di tutti..” Questo c’è scritto. Idea buona. Ma destinata a brutta fine . I palermitani hanno forte il senso della propria robba , é noto. Ma quanto ai rifiuti hanno una generosità senza pari. Li donano a tutti . Senza badare a spese 

STRATEGIE MURALI DI SEPARATISMO

A Palermo , davanti al mare di Barcarello , guardando questa scritta , ho pensato al DIALOGANDO tra FUCARINO e HAMEL.  I siciliani hanno subito razzismo nella loro storia ? Non so proprio . Certo , da migliaia di anni , simpatici ai più non sono. E non sempre hanno brillato per saggezza nelle loro velleità. Come quando , talora i spesso, hanno sognato e desiderato una separazione dall’Italia . Desideri che , a quel che sembra, suscitano ancora qualche attrazione. Speriamo proprio non si diffondano. Anche perché, potrebbe verificarsi il grosso guaio che ho sentito evocare da uno studioso di storia a un convegno. “Non parliamo troppo di separazione. Con i tempi che corrono corriamo il rischio ce la concedono sul serio..” 

POSTO GIUSTO MA IMMONDIZIE SBAGLIATE

Non c’è che dire. Qui gli ignoti gettanti sono accorti. E lungimiranti. Siamo a Palermo in via Loiacono , zone residenziale.  I sacchetti sono ben chiusi, nessuna falla. Certo: le bottiglie di vetro, anche queste perfettamente disposte, come si vede da quanto traspare da uno dei sacchetti , dovrebbero stare altrove. Ma non si può avere tutto. L’importante è che tutto sia allineato, posizionato nel modo migliore. Soprattutto visibile. Hanno messo tutto lì, sotto il cestino per i piccoli rifiuti. Qualche operatore certamente verrà a svuotarlo. Già che arriva lì e vede, potrà prendere tutti il resto.Un invito alla raccolta., insomma Poco importa che non sia un bel vedere. Il fine è civile pur se il modo… Tutto è a posto. Ma niente in ordine. 

VIA CILEA . RIFIUTI SI MA A REGOLA D’ARTE

Li vedo da giorni. In via Cilea. Un copri ruota spezzato in due mezze lune. Non so se per effetto di una rottura voluta o del caso. Ma la sistemazione è certamente frutto di  una scelta , di un pensiero. Una accanto all’altra. In perfetta simmetria nel selciato grigio. Una installazione di chi ha gusti da estera . Per dire: incivili si ma a regola d’arte . 

IN PIAZZA UNITÀ D’ITALIA. CADONO I SEGNALI. RIMESSI A POSTO A PEZZI

Segnalavamo stamani pali e insegne  segnaletiche caduti. Erano diventati illeggibili divieti di sosta e avvertimenti di rimozione. La questione risolta  “ a pezzi”. Hanno rimesso ( ma chi ? ) su il palo principale, con divieto di sosta e avvertimento di rimozione. Hanno disseminato gli altri resti tra le auto parcheggiate. Legalità ripristinata. Ma questi pezzi tra le ruote delle auto non sono la risposta migliore. Chi dovesse muoversi tra un’auto e l’altra rischia di inciampare. A qualcuno  stamani è successo in pieno giorno. Imaginiamo la sera quando c’è buio… Poco importa, forse . I divieti sono di nuovo visibili. Tutto è posto. Ma come spesso accade : niente è in ordine.

Il vento li butta giù. Si aspetta: poi il vento li rialzerà

VANNI RINATO SEGNALA DA PALERMO Siamo in piazza Unità d’italia. Il vento forte di questi giorni ha buttato giù pali e segnali di sosta vietata con sanzione di rimozione.

Il vento è passato , i segnali sono rimasti giù. L’avviso di rimozione è stato rimosso, pali e insegne  ora sostano lì, in sosta vietata. Nessuno li rialza più. Forse al Comune sperano nella forza della natura. Il vento li ha buttati giù. Il vento li rialzerà. Basta che soffi in senso contrario.

MA SI VEDE POVERTA’ ANCHE A TORINO. E LA QUESTIONE SI COMPLICA

Ciao Giovanni. Ho letto nel tuo Taccuino di SE E’ COSÌ le considerazioni su povertà e volontariato e ho visto i tuoi scatti Tu dici che le diseguaglianze crescono, che al rischio di povertà sono esposte sempre più persone.

Questo è vero. Aggiungi che le maggiori quote si concentrano proprio nel Sud del Paese dove, come sempre, piove sul bagnato. Anche questo è vero . Ma io voglio pure riflettere su una immagine che ho fissato a Torino. Un racconto scritto su un pannello di cartone che ricopre un piccolo banchetto dove sono appoggiati i bicchieri per raccogliere le monete. La storia è toccante , suscita una certa emozione. La povertà , caro Giovanni, raggiunge valori alti al Sud ma è visibile pure nel ricco Nord. E questo , credo, complica non poco la soluzione di un problema, sempre più grave.

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Certo, caro Vanni. Lo complica. Ma siamo alla conferma di un dato cruciale. Questo paese deve crescere per rimuovere le sue contraddizioni. Invece è pressoché fermo da vent’anni. Deve crescere e nello stesso tempo superare i suoi squilibri, il maggiore dei quali è proprio il dualismo da Nord e Sud. Spostare il baricentro della crescita futura verso Sud non significa dimenticare il nord. Significa invece far crescere l’intero paese perché la questione meridionale che si acuisce indebolisce anche il nord. E solo da una crescita equilibrata potranno derivare le condizioni per ridurre progressivamente la povertà. Sia a Nord che a Sud. gp